Ridha Rahmouni, il 26enne fermato per l’omicidio del giornalista Luca Esposito, ha raccontato nel corso di un lungo interrogatorio di aver subito pressioni costanti e di essere infastidito dalle attenzioni ricevute dal 53enne. Tensioni che sarebbero alla base della tragedia avvenuta domenica scorsa in località Cioffi ad Eboli. I contatti tra lo straniero, risultato irregolare sul territorio, ed il giornalista andavano avanti dal 28 giugno e si erano intensificati soprattutto nelle ore antecedenti l’omicidio.
Sabato 18 luglio i due si erano sentiti e dati appuntamento. Il giornalista, partito da Agropoli, si era recato in località Cioffi dove era stato raggiunto in bicicletta dal 26enne. Un incontro sfociato in una violenta lite: Rahmouni ha prima colpito con violenza il 53enne, per poi dargli fuoco. Agli investigatori, durante la confessione resa, ha raccontato anche di voler proteggere i suoi amici dalle attenzioni e dalle tentazioni del giornalista, spiegando che determinati atteggiamenti vengono puniti dalla religione musulmana. Una versione che dovrà essere verificata e su cui ha posto l’accento anche l’avvocato Giovanni Mauri, difensore del 26enne che domani mattina in carcere comparirà dinanzi al giudice per l'udienza di convalida.