Sei assistenti di volo si sono sentiti male quasi contemporaneamente durante un collegamento transatlantico partito da Roma Fiumicino e diretto a Filadelfia. Di fronte a un’emergenza che coinvolgeva gran parte del personale di cabina, i piloti hanno interrotto la traversata dell’Atlantico e dirottato il velivolo verso Dublino.
L’episodio si è verificato sabato 25 luglio a bordo del volo AA719 di American Airlines, operato con un Boeing 787-9 Dreamliner. L’aereo era decollato da Fiumicino intorno alle 12.40 con circa 284 passeggeri a bordo. L’atterraggio nello scalo irlandese è avvenuto senza ulteriori conseguenze e non risultano malori tra i viaggiatori.
Il malessere durante la traversata
Secondo le prime ricostruzioni, gli assistenti di volo avrebbero accusato sintomi come vertigini, nausea e una generale sensazione di malessere. Le segnalazioni sarebbero arrivate mentre l’aereo aveva già iniziato la rotta oceanica.
La situazione è diventata particolarmente delicata perché il problema avrebbe interessato sei componenti del personale di cabina. Le fonti disponibili non concordano sul numero complessivo degli assistenti in servizio, indicato in otto o nove, ma confermano che la maggior parte dell’equipaggio operativo non era più nelle condizioni di svolgere normalmente le proprie mansioni.
I comandanti hanno quindi scelto di raggiungere Dublino, uno degli aeroporti più attrezzati per accogliere voli transatlantici in difficoltà. La deviazione è stata decisa a scopo precauzionale, sia per consentire l’assistenza medica al personale sia per evitare di proseguire con un numero insufficiente di assistenti pienamente operativi.
L’odore segnalato a bordo
American Airlines ha riferito che a bordo era stato segnalato un odore anomalo. Non è stato però ancora stabilito se quell’odore sia direttamente collegato ai sintomi accusati dagli assistenti di volo.
Tra le verifiche tecniche attese ci sono quelle sui sistemi di ventilazione e condizionamento, sui filtri, sugli impianti ausiliari e sulle possibili sostanze utilizzate durante la pulizia e la manutenzione dell’aeromobile. In questa fase non risultano conferme sulla presenza di fumi tossici, contaminanti o guasti meccanici.
L’aereo coinvolto, identificato come il Boeing 787-9 con registrazione N840AN, dovrà essere ispezionato prima del ritorno al servizio. I passeggeri sono rimasti a terra in attesa di essere riprotetti verso gli Stati Uniti.
Come arriva l’aria nella cabina
Sulla maggior parte degli aerei di linea l’aria destinata alla cabina viene prelevata dai motori, trattata e miscelata con aria filtrata. Il Boeing 787, tuttavia, utilizza un’architettura differente: la pressurizzazione è alimentata attraverso compressori elettrici e non mediante il tradizionale sistema di prelievo diretto dai motori.
Questo elemento rende prematuro attribuire il malessere a una contaminazione dell’aria proveniente dai propulsori. L’indagine dovrà considerare l’intero sistema ambientale dell’aereo, insieme alle sostanze eventualmente presenti a bordo e alle operazioni eseguite prima della partenza.
Gli episodi definiti “fume events”, nei quali equipaggi o passeggeri accusano sintomi dopo la comparsa di odori o vapori, sono da tempo oggetto di attenzione nel settore aeronautico e da parte delle autorità statunitensi per la sicurezza sul lavoro. Nel 2023 l’Osha ha contestato ad American Airlines il trattamento riservato ad alcuni dipendenti che avevano segnalato malori attribuiti a fumi nelle cabine.
Il precedente del 2019
Un caso con alcune analogie si era verificato nell’ottobre 2019 su un volo American Airlines da Londra a Filadelfia, anch’esso costretto ad atterrare a Dublino. In quell’occasione due membri dell’equipaggio persero brevemente conoscenza e un passeggero fu ricoverato.
Le prime ricostruzioni indicarono come possibile origine una sostanza detergente rovesciata e penetrata nella moquette dell’aereo. L’ipotesi fu successivamente discussa e non tutti gli esperti concordarono sull’effettiva responsabilità del prodotto, ma l’incidente evidenziò quanto possa essere complesso individuare rapidamente la causa di un malessere collettivo in volo.
Anche nel caso del Roma-Filadelfia serviranno dunque analisi tecniche e mediche prima di formulare conclusioni. Al momento la deviazione viene descritta come una misura prudenziale adottata dopo il malore del personale e la segnalazione di un odore non identificato.