Salerno

Non piove sulla testa della Salernitana perché il risultato di ieri, al di là dell’assist per tantissime valutazioni tecniche da approfondire, lascia il tempo che trova. Il ko con il Guidonia è però da ascoltare, anche perché i primi nuvoloni neri iniziano ad addensarsi sulla testa del club granata. Serve spazzarli via, soffiando forte anche sul clima di frenesia che anima la piazza. La corsa alla B, con Bari e Catania come compagne di viaggio indesiderate per prendersi l’unico posto disponibile per la cadetteria, si preannuncia piena di ostacoli. Ed è per questo che, nel nome anche della fiducia che la piazza ha rinnovato al progetto granata targato Faggiano, la medicina imprescindibile debba restare la pazienza.

Un mercato da gestire

Il diktat resta sempre lo stesso: “Prima le cessioni, poi gli arrivi”. Un comandamento da seguire in toto e che l’ambiente granata ha conosciuto ormai da tre estati. Niente più campagne faraoniche, “il dimensionamento alla categoria d’appartenenza” (usando una citazione di Maurizio Milan) è la visione imprescindibile per avvicinarsi all’idea di calcio sostenibile. E allora, nonostante le ingenti spese in termini di monte ingaggi, la Salernitana deve essere forte, scaltra, attendere il momento giusto in quello che è un mercato nebuloso in serie A, figurarsi nelle categorie minori. Il campo ha lanciato i suoi indizi, la rosa resta da ritoccare verso l’alto con innesti di qualità ed esperienza. Almeno quattro, per coprire le assenze di Cabianca, Golemic, Ferraris oltre ad un innesto in mediana per far fronte ad un’emergenza che fa rima anche con le possibili uscite illustri. Il tempo c’è. Prima di quello in campo, ora serve battere il nemico ‘frenesia’.