Mugnano del Cardinale

di Paola Iandolo 

"E' carente la parte motiva relativa alla consapevolezza del contributo offerto da Bernardo Cava alla preparazione e all’organizzazione dell’omicidio di Ottavio Colalongo, avvenuto il 17 dicembre 2025 a Scisciano". Con questa motivazione i giudici della Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione hanno accolto uno dei motivi presentati dall'avvocato Claudio Frongillo - difensore di Cava, detto Alduccio - annullando con rinvio ad una nuova Sezione del Tribunale del Riesame la valutazione sulla decisione del Giudice per le indagini preliminari che aveva applicato la misura cautelare della custodia in carcere a Bernardo Cava, perché ritenuto gravemente indiziato di concorso nel reato di omicidio eseguito ai danni di Colalongo nel dicembre del 2025.

Le motivazioni

Per i giudici della Suprema Corte non sono state prese “in esame le obiezioni difensive, pur fondate su circostanze pacificamente accertate ed astrattamente idonee ad avvallare la ricostruzione alternativa, secondo cui Cava – non coinvolto nella fase ideativa e preparatoria pur protrattasi per giorni, anche in ragione del disinteresse per le dinamiche associative che lo avevano determinato, estranee al clan di sua appartenenza, ed uscito di scena qualche ora prima dell’esecuzione dell’azione omicidiaria, quando aveva lasciato Aloia e gli altri componenti della staffetta, in un posto diverso da quello in cui sarebbe stato realizzato l’agguato – si era limitato, come avvenuto nei mesi precedenti, a fornire un supporto logistico, con le cautele necessarie per lo spostamento di un soggetto da tempo latitante, senza essere stato previamente informato del reale obiettivo sotteso al trasferimento, d’altra parte realizzato qualche ora dopo il suo definitivo allontanamento, ovvero l’omicidio di Ottavio Colalongo, al quale, pertanto, non aveva consapevolmente contribuito”.

Le accuse

Era stato accusato di aver fatto la staffetta prelevando il presunto killer dal covo, trovato a Mugnano del Cardinale, per condurlo sul luogo in cui doveva commettere l'omicidio. Ma i magistrati della I Sezione Penale della Corte di Cassazione - a giugno - hanno annullato con rinvio ad una nuova Sezione del Tribunale della Libertà l’ordinanza (emessa dalla Dodicesima Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli) con la quale era stata confermata la misura cautelare anche nei confronti del cinquantaquattrenne Bernardo Cava per il concorso nell’omicidio di Ottavio Colalongo. Omicidio avvenuto lo scorso 17 dicembre a Scisciano e maturato nell’ambito di un conflitto tra clan rivali in lotta per l’egemonia nella gestione degli affari illeciti anche a San Vitaliano, Marigliano, Acerra e Afragola.