Il teatro entra in uno degli spazi più difficili della fragilità umana. Domani, alle 21, l’Abbazia del Goleto di Sant’Angelo dei Lombardi ospiterà l’anteprima di Precipitevolissimevolmente, spettacolo prodotto da Puck Teatré e dedicato alla prevenzione del suicidio. L’appuntamento rientra nel programma di UMANI, Festival dell’inclusione e delle differenze, la rassegna che fino al primo agosto riunisce teatro, musica, laboratori e momenti di confronto sui temi dell’accoglienza e delle fragilità sociali. L’ingresso è libero.
La scena si apre sulla terrazza di un palazzo di periferia. Quattro persone arrivano nello stesso luogo con l’intenzione di compiere un gesto estremo. Non è chiaro se a unirle sia un patto, una coincidenza o una successione imprevedibile di eventi. Da quel momento, il tempo trascorso insieme diventa un confronto serrato con le proprie vite, con le ferite rimaste senza parole e con la possibilità, ancora incerta, di trovare una ragione per non lasciarsi andare.
Quattro solitudini costrette a incontrarsi
Al centro dello spettacolo non c’è la ricerca dell’effetto drammatico, ma l’incontro tra persone che, pur essendo arrivate alla stessa soglia, portano con sé storie, linguaggi e motivazioni differenti. La terrazza diventa così uno spazio sospeso, lontano dalla quotidianità e nello stesso tempo profondamente immerso nelle sue contraddizioni.
Il lavoro è interpretato da Christian Ciano, Martha Festa, Mariachiara Giordano e Alberto Tortora, con la regia di Jessica Anna Festa. L’aiuto regia è affidato a Ronin Petrozziello, mentre le musiche sono di Claudio Lombardini e Bruno Santo. Le scene sono curate da Wanda Papa, la grafica da Lara Belcastro e l’assistenza alla regia da Alessia Festa e Clarissa Maria Larizza.
Nel programma del festival la pièce viene presentata come un riadattamento di A Long Way Down dello scrittore britannico Nick Hornby. Il racconto originario viene trasferito in una dimensione teatrale che mette in primo piano il dialogo, l’ascolto e il legame inatteso che può nascere anche tra sconosciuti riuniti nel momento più fragile della loro esistenza.
La collaborazione con la salute mentale
L’anteprima è stata realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze dell’ASL di Avellino. Una presenza che colloca lo spettacolo all’interno di un percorso di sensibilizzazione e responsabilità pubblica, evitando che un tema complesso come il suicidio venga ridotto a espediente narrativo o rappresentato attraverso semplificazioni.
La scelta del teatro permette invece di affrontare il disagio attraverso le relazioni, le esitazioni e le parole che spesso non riescono a trovare spazio nella vita quotidiana. Il palcoscenico non offre soluzioni immediate, ma prova a interrompere l’isolamento e a restituire centralità alla possibilità di parlare, essere ascoltati e riconoscere la sofferenza.
UMANI e il confronto sulle fragilità
Quella del 2026 è la seconda edizione di UMANI, manifestazione promossa dalla Città dell’Alta Irpinia, dal Comune di Sant’Angelo dei Lombardi, dall’ASL di Avellino e dal Consorzio dei Servizi Sociali Alta Irpinia, insieme a una rete di istituzioni, associazioni e realtà del territorio. L’intero programma è ospitato nel complesso del Goleto e affronta temi come disabilità, inclusione sociale, salute mentale, parità di genere e autonomia nelle aree interne.
Precipitevolissimevolmente si inserisce in questo percorso portando sulla scena una domanda essenziale: che cosa può accadere quando quattro persone convinte di non avere più alternative sono costrette, per alcune ore, a guardarsi e ascoltarsi? La risposta non è affidata a una formula, ma al tempo condiviso, alle crepe delle rispettive certezze e alla possibilità che l’incontro modifichi una decisione apparentemente definitiva.