Una potente scossa di terremoto ha colpito la prefettura di Kumamoto, nell’isola meridionale giapponese di Kyushu, provocando crolli, incendi, interruzioni dei trasporti e un numero ancora imprecisato di dispersi. Il sisma, inizialmente valutato di magnitudo 7.1, si è verificato alle 16.27 ora locale con ipocentro a circa dieci chilometri di profondità, nell’area compresa tra Uki, Hikawa e la città di Kumamoto.

L’intensità ha raggiunto il livello massimo 7 della scala sismica giapponese, utilizzata per misurare gli effetti delle scosse sulla superficie. L’evento è stato seguito da decine di repliche e la Japan Meteorological Agency ha invitato la popolazione a mantenere la massima prudenza nei prossimi due o tre giorni, quando potrebbero verificarsi nuovi terremoti di forte intensità.

Crolli e dispersi nel centro commerciale

La situazione più grave viene segnalata all’Aeon Mall di Kashima, vicino all’epicentro. Dopo la scossa, la polizia ha ricevuto diverse chiamate che riferivano di una possibile esplosione all’interno della struttura. Una parte del secondo piano sarebbe crollata, intrappolando lavoratori e clienti.

Secondo le informazioni diffuse dalla televisione pubblica Nhk, tra venti e trenta persone potrebbero essere ancora sotto le macerie. Circa duecento clienti e dipendenti sono stati evacuati nel parcheggio, mentre le squadre di emergenza sono entrate nella struttura alla ricerca dei dispersi. Quattro persone sono state estratte vive e trasportate in ospedale. Le autorità temono tuttavia un bilancio considerevole.

Almeno dodici abitazioni sono crollate nella prefettura e quattro persone sarebbero rimaste intrappolate all’interno degli edifici. Le ricerche procedono tra strutture instabili, detriti e continui assestamenti del terreno.

Oltre novanta feriti negli ospedali

Il primo bilancio sanitario parla di almeno novanta feriti, alcuni dei quali in condizioni gravi. Una cinquantina di persone sono state ricoverate negli ospedali della città di Kumamoto, mentre un numero analogo di pazienti è stato accolto nella zona di Hikawa.

Alcuni passeggeri sono rimasti feriti anche a bordo di un treno ad alta velocità durante la scossa. Il numero complessivo delle persone coinvolte potrebbe aumentare con il procedere delle verifiche nei comuni più vicini all’epicentro e nelle aree rurali difficili da raggiungere.

Il governo ha inviato nella regione centinaia di militari, unità dei vigili del fuoco, elicotteri e mezzi per la ricognizione aerea. La premier Sanae Takaichi ha istituito una struttura di emergenza e ha confermato danni a edifici, strade, ponti e reti energetiche.

Operai dispersi nella cartiera

Un’altra operazione di soccorso è in corso nello stabilimento della Nippon Paper Industries di Yatsushiro, dove il terremoto ha provocato il crollo di una grande ciminiera. Diversi lavoratori risultano dispersi e le squadre stanno cercando di raggiungere le aree interessate dal cedimento.

Impianti industriali e stabilimenti tecnologici della regione hanno sospeso la produzione ed evacuato il personale. La Tsmc, che gestisce un importante sito produttivo a Kumamoto, ha comunicato che i dipendenti sono stati portati all’esterno in sicurezza. Verifiche sono in corso anche negli stabilimenti di Sony, Honda e di altre aziende presenti nel Kyushu.

Non sono state rilevate anomalie nelle centrali nucleari della regione. Anche gli impianti più vicini all’area colpita sono sottoposti a controlli straordinari.

Treni sospesi e aeroporto chiuso

Il terremoto ha paralizzato gran parte dei collegamenti. Un treno merci è deragliato nella zona di Yatsushiro, mentre i servizi ferroviari ad alta velocità e numerose linee locali sono stati sospesi in tutto il Kyushu.

L’aeroporto di Aso Kumamoto ha chiuso le piste e interrotto le operazioni fino a nuovo avviso per consentire le ispezioni alle infrastrutture. Diverse autostrade sono state bloccate a causa di crepe, cedimenti e ostacoli sulla carreggiata.

Circa 48.300 abitazioni sono rimaste senza energia elettrica. Si registrano inoltre interruzioni delle comunicazioni telefoniche, perdite d’acqua e incendi isolati. Le alte temperature rendono più difficili le operazioni e aumentano il rischio di disidratazione per le persone costrette a rimanere all’aperto.

Revocata l’allerta tsunami

Subito dopo la scossa, la Japan Meteorological Agency aveva diffuso un’allerta tsunami per le coste del Mare di Ariake e del Mare di Yatsushiro, indicando la possibilità di onde superiori a un metro. L’avviso è stato successivamente revocato, dopo che non sono state registrate variazioni pericolose del livello del mare.

Circa trecentomila persone sono state comunque invitate a lasciare temporaneamente le proprie abitazioni o a raggiungere edifici sicuri. I centri di accoglienza sono stati aperti in scuole, palestre e strutture pubbliche, mentre le autorità continuano a controllare il rischio di frane e ulteriori crolli.

La paura delle nuove scosse

La prefettura di Kumamoto porta ancora le ferite della sequenza sismica del 2016, che causò centinaia di vittime dirette e indirette e gravi danni al patrimonio storico. Anche questa volta sono stati segnalati cedimenti nelle mura del Castello di Kumamoto, già interessato da un lungo e complesso intervento di ricostruzione.

La priorità resta raggiungere le persone intrappolate nel centro commerciale, nelle abitazioni e nello stabilimento industriale. Il bilancio è ancora provvisorio e potrebbe aggravarsi con l’arrivo delle comunicazioni dai comuni più isolati.