Sangue in piazza, davanti agli occhi di una bambina. La rabbia in una lite tra giovani e anziani poi un calcio che spegne tutto.
18enne in manette per tentato omicidio. L'arresto dei carabinieri. Se Pirandello avesse potuto prendere posto su una delle panchine di quella piazza avrebbe avuto materiale sufficiente per un sequel moderno al suo romanzo “I vecchi e i giovani”.
Generazioni lontane, separate dal tempo, dal peso delle idee e da dignità che trovano strade parallele per esprimersi, perché destinate a incontrarsi mai.
Quello che è accaduto a Grumo Nevano è la cifra di quel gap e il sintomo di una rabbia che oggi trova facilmente sfogo nella violenza.
Una violenza che non sa contenersi, esplode puntuale come un orologio svizzero. Diventa veicolo di affermazione nella legge del più forte.
Alcuni ragazzini discutono con un gruppo di anziani. Non è chiaro cosa abbia scatenato il parapiglia ma volano insulti e qualche spinta. Da un lato e dall’altro. Qualcuno grida, il vetro di un circolo dove alcuni grumesi attempati trascorrono i pomeriggi è stato spaccato. Sono stati quei ragazzi, dicono.
E allora la rissa. Uno schiaffo, poi il caos. Un 18enne colpisce con una raffica di pugni un uomo.
Un 70enne prova a separarli ma perde l’equilibrio. Finisce a terra, giusto in tempo per prendersi un calcio dritto in faccia.
Perde i sensi, batte la testa. Perde sangue e rimane immobile a terra. Una madre passa a pochi metri con la mano della figlia stretta. Quella scena non le viene risparmiata.
Qualcuno chiama il 112. I carabinieri della stazione di Grumo Nevano ricostruiscono tutta la scena, trovano le telecamere e poi il giovane che ha sferrato quel calcio. Finirà in manette per tentato omicidio e poi in carcere. La vittima è in ospedale a Frattamaggiore, in prognosi riservata.