Benevento

Quando, quella mattina di metà ottobre di sette anni fa, varcò con la sua auto (che ancora utilizza) l'ingresso del palazzo di giustizia, in tantissimi restarono sorpresi. Un gesto simbolico di rottura con un passato fatto di ingiustificati lampeggianti e macchine di servizio. L'inizio di una storia nella quale l'assenza di qualsiasi protagonismo, la serietà ed il rigore l'hanno fatta da padrone. Giuseppe Maddalena, Procuratore capo di Benevento, è stato tutto questo. Per mezzo secolo ha vestito, onorandola, la toga. Ora l'ha lasciata, il tempo ha fatto il suo inesorabile percorso. Ma quella storia ha lasciato segni indelebili. Eredità di un'esperienza che non è stata semplice, né poteva esserlo per la delicatezza del ruolo. Maddalena l'ha svolto iniettando dosi significative di moderazione ed equilibrio in una cultura profonda. Nella sensibilità e nello stile impressi nel suo Dna.

“Un signore perbene della borghesia napoletana”, l'ha definito il procuratore aggiunto Giovanni Conzo, che da domani assumerà la guida dell'ufficio inquirente in attesa del successore. “Un esempio per me e tutti i colleghi, capace, come un bravo allenatore deve fare, di valorizzare la squadra. Un magistrato che non ha guardato in faccia nessuno, come dimostrano alcune indagini concluse di recente”.

Maddalena gli ha sorriso, comprensibile la sua emozione in un'affollatissima aula di Corte di assise. Sotto gli occhi della moglie e delle figlie. Di coloro con i quali ha lavorato fianco a fianco. Il presidente della Sezione penale Marilisa Rinaldi ha esaltato “il rapporto umano”, attingendo ad un verso di una delle poesie in musica di De Andrè: “E' stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati”.

L'ex presidente del Tribunale Rocco Carbone ha sottolineato i tratti di una persona “riservata e scevra da esibizionismi”, il 'numero uno' dell'ordine degli avvocati Alberto Mazzeo “la serenità, il coraggio e le capacità organizzative e operative”. Simonetta Rotili, al vertice della sezione sannita dell'Associazione nazionale magistrati, ha evidenziato l'attenzione mostrata da Maddalena alle “problematiche associative, la sua disponibilità al confronto”. Qualità ribadite dal dirigente Antonio Ninfadoro (“Non siamo mai stati lasciati soli di fronte a questioni professionali”) e dalla lettura, curata dal sostituto procuratore Marcella Pizzillo, di una serie di biglietti, senza firma, ai quali i dipendenti hanno affidato le loro riflessioni.

Il pm Giacomo Iannella ha rimarcato la “semplicità con la quale è riuscito a farsi capire”, il sostituto commissario Umberto De Felice, a nome di tutta la polizia giudiziaria, lo ha ringraziato. Espressioni di affetto e stima che hanno colpito al cuore Maddalena, e che hanno riempito un video, anche con toni scherzosi, nel quale non è mancato un accenno alla passione calcistica per il Napoli.

Maddalena ha ascoltato e osservato. Era visibilmente commosso quando ha impugnato il microfono. Ha ricordato la preoccupazione che l'aveva accompagnato al suo esordio a Benevento. “Sono giunto in punta di piedi, è bastato poco per farmi conoscere. La mia porta è stata sempre aperta a tutti. A tutti”. Anche e soprattutto a quella donna che da anni, quasi ogni giorno, fa tappa in via De Caro perchè ne ha passate di tutti i colori. L'ha fatto anche ieri, per salutarlo. Buona vita, Procuratore Maddalena.

Enzo Spiezia