I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica – Sezione III Criminalità Economica, nei confronti di due persone.
Le accuse
I due indagati sono accusati, a vario titolo, dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, bancarotta fraudolenta, emissione e utilizzo in dichiarazione di fatture per operazioni inesistenti, false comunicazioni sociali e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.
Il sistema illecito
Le indagini hanno consentito di ricostruire un articolato sistema illecito nella gestione di una società operante nel settore dei servizi digitali e della commercializzazione di prodotti destinati alla filiera vitivinicola, successivamente sottoposta a liquidazione giudiziale.
Secondo l'ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero progressivamente depauperato il patrimonio sociale, in danno dei creditori, trasferendo senza corrispettivo un ramo d'azienda – comprensivo di rapporti commerciali, beni strumentali, know-how e parte della forza lavoro – a una società formalmente autonoma ma riconducibile ai medesimi interessi e operante nello stesso settore economico. A ciò si aggiungerebbe la distrazione di ulteriori risorse aziendali, attraverso appropriazioni realizzate con compensi ritenuti privi di giustificazione.
Fatture false e danno all'Erario
Le investigazioni hanno inoltre fatto emergere l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e la sistematica omissione del versamento di imposte e contributi, con conseguente danno per l'Erario. Secondo la ricostruzione operata, sarebbero stati inoltre predisposti bilanci non veritieri al fine di mistificare la reale situazione economico-patrimoniale e ottenere indebitamente finanziamenti assistiti dalla garanzia dello Stato.
Una holding personale occulta
Gli accertamenti hanno infine evidenziato una rete di partecipazioni societarie, anche estere, riconducibili al principale indagato, oltre alla realizzazione di atti simulati e intestazioni meramente formali finalizzati a eludere gli effetti della procedura concorsuale e i provvedimenti dell'autorità giudiziaria. È emersa, allo stato delle evidenze acquisite, una holding personale occulta che renderebbe aggredibile anche il patrimonio delle altre società.
Il sequestro da 7,8 milioni di euro
Il decreto di sequestro preventivo ha per oggetto beni, disponibilità finanziarie, aziende e partecipazioni societarie, per un valore complessivo di circa 7,8 milioni di euro.