Salerno

I conti si tirano alla fine, il bilancio definitivo solo domenica a Giochi chiusi, intanto ci sono, però, alcuni presupposti da cui non si può prescindere. Gli EUG Salerno 2026 hanno, ad esempio, fornito precisi elementi di valutazione circa il grado di affidabilità della macchina organizzativa dell’Università degli Studi di Salerno. A capo della struttura, da appena sei mesi, per espressa volontà del Rettore Virgilio D’Antonio, c’è Gianluca Basile, direttore generale di UniSa, immediatamente calato, non appena investito del prestigioso incarico, nei sofisticati ingranaggi di una manifestazione che ha veicolato oltre 4000 atleti, un migliaio tra dirigenti, arbitri, commissari e personale dell’EUSA. Una mission, insomma, assai complessa e delicata.

“E’ vero – sottolinea Basile – che non è ancora tempo di bilanci, manca ancora qualche giornata di gare alla chiusura, ma per alcuni aspetti possiamo considerarci soddisfatti. Mi riferisco – prosegue – a quella che è stata l’attività svolta dai nostri funzionari, mai prima d’ora impegnati nell’organizzazione di un evento così complesso, ma assolutamente centrati, partecipi, operativi. Le risposte che la nostra struttura, sollecitata e responsabilizzata per l’organizzazione dei Giochi, ha saputo fornire è stata esemplare e per questo mi sento di ringraziare tutti”. Esame superato a pieni voti, per la lode si attende, allora, solo la cerimonia di chiusura, in programma sabato alle 20.30 in Piazza del Sapere all’Università ed il passaggio del testimone all’Università di Spalato in Croazia. “Siamo impegnati in queste ore nell’organizzazione dell’evento finale, la cerimonia di chiusura che arriverà a margine di una giornata particolarmente impegnativa, con tante finali (otto ndr) in programma nelle diverse venues coinvolte. Sarà, come da tradizione, una serata di festa, meno impegnativa rispetto alla complessa cerimonia d’apertura in Piazza della Libertà che rimarrà per sempre scolpita nelle menti di tutti i partecipanti, ma non per questo di minor fascino. Ci sarà da vedere e divertirsi come nello spirito degli EUSA Games”.

Una volta chiusi i battenti cosa resterà degli EUG all’Università, a Salerno e all’intero territorio? “Intanto rimarrà bene impressa l’immagine di un Ateneo all’avanguardia, capace di competere sotto ogni aspetto con le principali Università d’Europa. Il nostro Campus, la nostra organizzazione, ha fornito a tutti chiari elementi di affidabilità. Dal punto di vista dell’immagine, oltre che della proposta scientifica, non temiamo confronti e questo per diretta ammissione di chi ha avuto modo di vivere il nostro Campus. Questo – aggiunge Basile – ci deve rendere orgogliosi, fieri di rappresentare un’autentica eccellenza europea. Ma non bisogna poi trascurare, a proposito dell’eredità che i Giochi lasciano alla comunità, i tanti interventi di restyling degli impianti sportivi che abbiamo finanziato in maniera robusta, le tante aziende salernitane coinvolte, l’indotto generato nell’economia del territorio attesa la presenza di così tanti giovani durante il periodo dei Giochi ma, soprattutto un elemento, non calcolabile nell’immediato, ma di inestimabile valore, rappresentato dallo straordinario appeal generato da Salerno, a rutti i livelli ed in ogni ambito, agli occhi della gioventù europea”.