"Sono uno dei pochi che, in un’emigrazione al contrario, dal nord è emigrato al sud, ad Ariano Irpino in provincia di Avellino. Mi spiace dover constatare che l’assistenza sanitaria pubblica in tutta Italia non funziona, ma al sud è decisamente peggio. Non sono più giovanissimo, ho 79 anni, e seri problemi di salute: tra le altre cose, 15 anni fa a Genova mi è stato impiantato uno stent coronarico e più recentemente, anche un pacemaker".
A parlare è Aleandro Longhi, coordinatore comitato Sat (Salute ambiente territorio). La sua dettagliata lettera è stata indirizzata al presidente del consiglio dei ministri Giorgia Meloni, al ministro della salute Orazio Schillaci, al presidente della regione Campania Roberto Fico e al direttore generale dell'Asl di Avellino Maria Concetta Conte.
"Il mio medico curante mi ha prescritto una “ecodopplergrafia cardiaca doppia prova fisica o farmacologica”. Così, diligentemente, il 30/07/26 mi sono recato al Cup di Ariano Irpino e con somma sorpresa, mi sono sentito comunicare che se per eseguire l’esame avessi accettato di andare in un paese in provincia di Avellino, avrei atteso “soltanto” 621 giorni, ovvero fino al 6 maggio 2027, ma poiché avevo chiesto di fare gli accertamenti ad Ariano Irpino, mi è stata assegnata come prima data utile l’11 aprile 2028, che ho accettato. Questo è lo stato in cui versa la sanità in Italia, in particolare al Sud! Questa è la premessa per costringere l’utente a rivolgersi alla sanità privata: è questo il disegno dell’attuale governo?
Il governo italiano ha appena deciso di indebitarsi per quasi 15 miliardi di euro per acquistare armi: non sarebbe più opportuno destinare quella ingente cifra per la salute, piuttosto che per la morte? Come ha votato il ministro della salute, non avrà mica abdicato al suo ruolo appoggiando gli armamenti?
Il pacemaker mi è stato impiantato in un ambulatorio dell’ospedale di Lavagna (GE) e ad ogni controllo mi viene fornita una cartellina con la data dell’appuntamento del prossimo controllo annuale: non devo ricorrere al medico curante per la prescrizione del successivo controllo, né rapportarmi al Cup o pagare un ticket. Perché non si può fare lo stesso al Sud, Ariano Irpino compreso, dov’è attivo un UTIC?
Perché nella Asl di Avellino non si rispetta l’art.37 comma 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 270/2000 e successivi aggiornamenti, il quale prevede che i medici della struttura pubblica o convenzionata, hanno il preciso obbligo di prescrivere direttamente su ricetta elettronica del Servizio sanitario regionale, gli esami e i farmaci necessari per la cura del paziente visitato?
Non possono rimandare il malato al medico di famiglia solo per la trascrizione della ricetta: questa è competenza delle regioni e della Asl, ma la carenza di medici e infermieri dipende dal governo, che non finanzia la sanità pubblica. Mi auguro fortemente che il Governo Meloni non sia soltanto il governo per gli armamenti, ma che voglia occuparsi della salute degli italiani. Anche il ministro della sanità, deve decidersi: è il ministro della salute o della malattia?"