Il Tribunale di Benevento ha condannato l’Ospedale Sacro Cuore di Gesù - Fatebenefratelli al risarcimento dei danni per la gestione negligente di una paziente oncologica. A darne notizia sono gli avvocati Augusto Guerriero e Annunziata Pepe, secondo i quali “la decisione ha accertato una catena di errori e ritardi nella diagnosi e nella comunicazione dell’esito di un esame istologico post-operatorio, che hanno compromesso le speranze di vita della donna”.
L'esame istologico decisivo – scrivono i legali - “è stato refertato ben 43 giorni dopo l’intervento chirurgico. Durante questo periodo, la paziente non è stata informata della gravità della situazione né indirizzata verso un percorso terapeutico adeguato. Il ritardo ha bloccato l’avvio tempestivo delle cure oncologiche necessarie. Successivamente, nel corso dei controlli ambulatoriali, i medici non hanno riconosciuto i segni della recidiva della malattia, aggravando ulteriormente il quadro clinico e limitandone le possibilità di cura”.
La sentenza ha stabilito “che, se la struttura avesse agito con la dovuta diligenza e nel rispetto delle linee guida mediche, la paziente avrebbe avuto il 50% di probabilità in più di sopravvivenza a 5 anni, oltre alla possibilità di vivere più a lungo e in condizioni migliori. Il Giudice ha quindi condannato l’Ospedale al pagamento di un risarcimento significativo, calcolando sia il danno biologico subito dalla paziente sia il danno morale e parentale spettante ai familiari”.
“Questa decisione è fondamentale per la tutela dei diritti dei malati – dichiarano i legali-, riafferma la responsabilità oggettiva delle strutture sanitarie in caso di omissioni gravi. La sentenza rappresenta un precedente importante nella lotta contro la malasanità e tutela il diritto costituzionale dei cittadini a ricevere cure tempestive, trasparenti e corrette”.
Paziente oncologica, "diagnosi in ritardo", condannato il Fatebenefratelli
Benevento. La nota dei legali della donna, disposto il risarcimento dei danni
Enzo Spiezia