Ha chiesto l'archiviazione dell'indagine, contro ignoti, su quella morte. Un scelta, quella del pm Olimpia Anzalone, alla quale si opporranno, assistiti dall'avvocato Michele Ciruolo, la moglie e i sette figli di Luigi, il 68enne di Benevento deceduto il 14 maggio 2025.
L'inchiesta era stata avviata dopo la denuncia presentata dai familiari, nella quale erano state ripercorse le tappe del dramma. Il nastro del racconto va riavvolto all'ottobre 2023, quando il malcapitato, affetto da dolori ddominale, era stato ricoverato prima alla clinica Santa Rita, poi al San Pio, dove era stato sottoposto ad un intervento chirurgico al dotto biliare.
Era tornato a casa, gli erano stati ordinati una terapia e i controlli periodici che aveva effettuato nel 2024. A detta di quanti gli volevano bene, la persistenza dei dolori e la tosse lo avevano costretto a rivolgersi, agli inizi di maggio 2025, al pronto soccorso dell'ospedale, dal quale era stato dimesso con la prescrizione di alcuni farmaci. La situazione non sarebbe però migliorata, al punto che Luigi era tornato nuovamente al San Pio, che aveva lasciato per tornare il giorno successivo, per alcuni prelievi strumentali ai quali sarebbe seguita la terapia nel suo domicilio.
A distanza di alcuni giorni, viste le sue condizioni, ancora un accesso al pronto soccorso. Infine, il trasferimento nel reparto di medicina interna, dove il 14 maggio era stato rinvenuto senza vita nel suo letto, stroncato da un arresto cardiocircolatorio che aveva reso inutile ogni tentativo dei medici. Ora la decisione del Pm di proporre l'archiviazione, non avendo ravvisato, evidentemente, possibili profili di responsabilità.
Una conclusione non accettata dalle parti offese, con una opposizione che renderà indispensabile la fissazione di una camera di consiglio dinanzi al Gip.