Napoli

Il bilancio dei progetti Pnrr.  La strategia del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per aumentare l'offerta di alloggi universitari a Napoli finisce sotto accusa. Un'inchiesta giornalistica ricostruisce l'iter dei progetti finanziati attraverso il Decreto ministeriale 481 del 2024, evidenziando un forte divario tra gli obiettivi iniziali e i risultati raggiunti.

Il piano prevedeva la realizzazione di oltre 7.400 posti letto, con uno stanziamento complessivo di circa 147 milioni di euro, destinato in larga parte a soggetti privati. Tuttavia, secondo la ricostruzione, gli interventi effettivamente in corso consentirebbero di realizzare appena il 13% dei posti inizialmente programmati, anche a causa di rinunce, esclusioni e ritardi che avrebbero comportato la perdita di oltre 120 milioni di euro di finanziamenti.

Il modello basato sui privati

Il provvedimento consentiva sia agli enti pubblici sia agli operatori privati di accedere ai fondi. Per questi ultimi era previsto l'obbligo di riservare agli studenti beneficiari di misure di sostegno economico almeno il 30% dei posti letto per un periodo di 12 anni.

Alla scadenza del vincolo sociale, le strutture possono essere destinate liberamente ad altre attività ricettive. Proprio questo meccanismo è al centro delle critiche avanzate da associazioni e osservatori, secondo i quali il modello rischia di favorire investimenti immobiliari privati senza garantire una risposta strutturale e duratura all'emergenza abitativa degli universitari.

Secondo l'inchiesta, il sistema risulterebbe particolarmente delicato in una città come Napoli, dove la forte crescita del turismo e delle locazioni brevi ha già ridotto significativamente l'offerta di abitazioni disponibili per studenti e residenti.

I numeri dei finanziamenti

Nella città di Napoli erano stati ammessi al finanziamento 26 progetti, di cui soltanto due presentati dall'Adisurc, l'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario della Campania.

Sulla carta, gli interventi dei privati avrebbero dovuto realizzare 7.052 posti letto, dei quali oltre 2.100 riservati agli studenti aventi diritto alle agevolazioni previste dal sistema del diritto allo studio. Un incremento che avrebbe moltiplicato l'attuale disponibilità di posti nelle residenze universitarie pubbliche.

Tra le poche iniziative concluse nei tempi previsti figura il Campus X di via Galileo Ferraris, ricavato dall'ex sede dell'Inps. La struttura è entrata in funzione nel 2025, ma nella prima annualità non ha applicato la quota riservata agli studenti beneficiari delle misure di welfare universitario, poiché i bandi degli atenei erano già stati chiusi.

Il dibattito resta aperto

La vicenda alimenta il confronto sull'efficacia delle politiche adottate per affrontare la cronica carenza di alloggi universitari. Da una parte c'è chi ritiene indispensabile il coinvolgimento dei privati per aumentare rapidamente l'offerta; dall'altra emergono dubbi sulla sostenibilità del modello, soprattutto considerando che il vincolo sociale ha una durata limitata e che numerosi interventi non sarebbero arrivati alla fase realizzativa.

L'effettivo impatto del programma potrà essere valutato solo con il completamento dei progetti ancora in corso e con la rendicontazione definitiva delle risorse Pnrr impiegate.