La razza Marchigiana come simbolo di un'agricoltura che guarda al futuro senza rinunciare alle proprie radici. È questo il messaggio emerso dal convegno "San Giorgio La Molara come laboratorio di zootecnia sostenibile per il futuro delle aree interne", organizzato nell'ambito della Festa della Marchigiana, appuntamento ormai consolidato dedicato alla valorizzazione di una delle principali eccellenze zootecniche del Sannio.
Amministratori, allevatori, rappresentanti delle istituzioni, associazioni di categoria, tecnici e mondo della ricerca si sono confrontati sul ruolo strategico della filiera bovina nell'economia delle aree interne e sulle politiche necessarie per garantire competitività alle aziende agricole, tra aumento dei costi di produzione, sostenibilità ambientale e ricambio generazionale.
Ad aprire i lavori dell'appuntamento, coordinato da Ettore Varrecchio docente del Dipartimento di Scienze e Tecnologie – Università degli Studi del Sannio (UniSannio), è stato il sindaco Nicola De Vizio, che ha ribadito come agricoltura e zootecnia rappresentino la principale fonte di reddito del territorio. «Per la prima volta abbiamo avuto la presenza dell'assessore regionale all'Agricoltura – ha sottolineato – perché le problematiche delle aree interne meritano attenzione costante. Gli aumenti del gasolio e delle materie prime stanno mettendo in seria difficoltà le aziende e servono interventi concreti per evitare che un settore fondamentale venga penalizzato». Un appello rivolto soprattutto a creare le condizioni affinché i giovani possano continuare a investire in agricoltura.
Sulla stessa linea l'assessore comunale all'Agricoltura Nicolino Lippa, allevatore oltre che amministratore, che ha definito la zootecnia «l'unico vero settore trainante dell'economia locale».
Per i saluti istituzionali anche Zaccaria Spina, presidente della Comunità Montana del Fortore e il presidente della Provincia di Benevento Nino Lombardi che ha voluto ricordare i numeri significativi del settore: l'area produce circa il 50% della Marchigiana allevata in Campania e il 10% della produzione nazionale, confermandosi uno dei principali poli zootecnici italiani.
Il presidente di Coldiretti Campania Gennarino Masiello ha richiamato il valore sociale dell'allevamento nelle aree interne. «Quando chiude una stalla – ha affermato – non scompare soltanto un'impresa, ma un presidio del territorio. Dove viene meno l'agricoltura aumentano degrado e spopolamento». Un ruolo che va oltre la produzione e che, secondo Coldiretti, deve essere sostenuto anche attraverso regole di mercato capaci di tutelare le aziende italiane dalla concorrenza di produzioni estere realizzate con standard qualitativi e ambientali inferiori.
Numerosi gli interventi che si sono susseguiti: Davide Minicozzi, Presidente dell'Associazione Allevatori Campania-Molise, Nicola Tavoletta, Presidente nazionale di A.C.I. Terra, Luigi Coppola, Dirigente medico dell'Unità Operativa di Nutrizione Clinica e Dietetica – AORN San Pio di Benevento, Andrea Quaglia, Direttore A.N.A.B.I.C.
L'impegno della Regione Campania è stato illustrato dall'assessore all'Agricoltura Maria Carmela Serluca, che ha annunciato il rifinanziamento delle misure dedicate al benessere animale anche per il 2027. «La Marchigiana IGP rappresenta un prodotto di eccellenza che identifica questo territorio – ha spiegato – e la Regione continuerà a sostenere le aziende, accompagnando la valorizzazione della qualità anche attraverso politiche di promozione e commercializzazione».
Dal convegno è emersa così una visione condivisa: la Marchigiana non rappresenta soltanto una razza bovina di pregio, ma una leva di sviluppo economico, ambientale e sociale. Un patrimonio sul quale costruire il futuro delle aree interne, puntando su innovazione, qualità e sostenibilità, senza perdere il legame con una tradizione che continua a rappresentare una delle principali ricchezze del Sannio.