Benevento

AGGIORNAMENTO ORE 15.35

C'è anche un sannita – un 39enne di San Salvatore Telesino – tra i detenuti arrestati – sarebbero una decina, la stragrande maggioranza napoletani – dopo i disordini scoppiati ieri sera, a distanza di poco più di due anni, nel carcere di Benevento. 

Tutto è accaduto nella sezione del quarto piano, teatro di una rivolta sfociata nella devastazione del reparto, con danni alla struttura. Gli arresti sono stati eseguiti dalla polizia penitenziaria, a dirigere le indagini il pm Carmine Pignatiello. Gli indagati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Antonio Leone e Fabio Ficedolo.

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"Momenti di forte tensione nella tarda serata di ieri alla Casa Circondariale di Benevento, dove è scoppiata una violenta rivolta all'interno della sezione del quarto piano". A renderlo noto è il segretario regionale dell'OSAPP Campania, Vincenzo Palmieri, presente sul posto insieme al presidente Acampa.
Secondo quanto riferito dal sindacato della Polizia Penitenziaria, i detenuti coinvolti nella protesta avrebbero devastato il reparto, provocando ingenti danni alla struttura, per poi barricarsi nelle camere di pernottamento.
L'emergenza ha reso necessario l'immediato intervento del Protocollo di Intervento Regionale, con l'invio di personale e mezzi a supporto degli agenti in servizio nel penitenziario sannita. L'obiettivo è stato quello di contenere i disordini e ripristinare le condizioni di ordine e sicurezza all'interno dell'istituto.
La protesta avrebbe coinvolto circa 50 detenuti. Dopo una lunga trattativa condotta dalle autorità e dai vertici intervenuti sul posto, i rivoltosi hanno deciso di interrompere l'azione, evitando così ulteriori conseguenze.
L'OSAPP, tuttavia, chiede che vengano adottati severi provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili, compreso il loro trasferimento in istituti penitenziari fuori dalla Campania, ritenendo tale misura necessaria per garantire la sicurezza del carcere e tutelare i detenuti che rispettano le regole dell'ordinamento penitenziario.
Il sindacato esprime inoltre forte preoccupazione per la situazione dell'istituto di Benevento in vista delle prossime settimane. Secondo Palmieri, il periodo estivo e il piano ferie ridurranno ulteriormente il personale in servizio, rendendo difficile fronteggiare eventuali nuove criticità, nonostante la professionalità degli operatori della Polizia Penitenziaria.
Per questo motivo l'OSAPP annuncia che chiederà un'integrazione dell'organico, ritenuta indispensabile per assicurare adeguati livelli di sicurezza e una gestione efficace dell'istituto penitenziario.

Anche l'Uspp, con il presidente Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio scrive "I tumulti, iniziati nel pomeriggio, si sono protratti fino a tarda serata, e solo grazie all'attività di mediazione dei negoziatori, inviati con altro personale del nucleo di supporto dal provveditorato regionale, la situazione è tornata alla normalità. La sezione però è stata resa inutilizzabile dai detenuti: la direzione è stata costretta a chiuderla. I facinorosi sono stati trasferiti in altri reparti dello stesso carcere e solo una piccola parte in altri istituti penali. "Apprezzamento", non solo per l'operato del personale di polizia penitenziaria del carcere ma anche di quello del nucleo inviato dal provveditorato regionale, è stato espresso dall'USPP, sottolineano Moretti e Auricchio "hanno dimostrato ancora una volta elevato senso del dovere e alta preparazione professionale, evitando ripercussioni ancora più gravi". I due sindacalisti auspicano che l'amministrazione penitenziaria "prenda seri provvedimenti nei confronti dei detenuti facinorosi protagonisti dei disordini e che avvii l'iter per concedere una ricompensa al personale intervenuto per sedare i disordini". "Nonostante il deficit di organico e il piano ferie in atto - conclude l'Uspp - la polizia penitenziaria riesce solo a costo di enormi sacrifici a garantire l'ordine e la sicurezza interna".

Sull'episodio è intervenuto anche il Sappe parlando della "violenta rivolta esplosa ieri nella Casa circondariale di Benevento, dove un gruppo di detenuti della sezione G1 del quarto piano ha devastato l'intero Reparto, costringendo l'Amministrazione Penitenziaria a preallertare anche il Gruppo di Intervento Regionale (GIR) della Polizia Penitenziaria di Napoli per ripristinare l'ordine e la sicurezza".
Secondo quanto denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), i rivoltosi hanno trasformato la sezione in un campo di devastazione: distrutti sanitari, letti, tavoli, frigoriferi, arredi e attrezzature della palestra, infranti i vetri delle aree comuni, allagati i corridoi e realizzate barricate con mobili e suppellettili per impedire l'accesso del personale. Vi sarebbe stato anche il tentativo di abbattere alcune pareti del reparto. Il confronto avviato attraverso un negoziatore appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria è stato fondamentale ed ha consentito di riportare la situazione sotto controllo solo dopo una lunga e complessa trattativa, evitando conseguenze ancora più gravi. Sei detenuti sono stati immediatamente trasferiti in altri istituti, mentre ulteriori trasferimenti sono stati predisposti nelle ore successive.
«Ancora una volta – denuncia Giuseppe Cimino, Segretario Nazionale del SAPPE – sono stati il coraggio, la professionalità e il sangue freddo della Polizia Penitenziaria ad impedire che una vera e propria insurrezione degenerasse in tragedia. È inaccettabile che pochi facinorosi possano devastare un intero reparto e mettere sotto scacco un istituto dello Stato. Chi organizza rivolte, distrugge beni pubblici e tenta di imporre la propria volontà con la violenza deve essere immediatamente trasferito nei circuiti detentivi più rigorosi e rispondere penalmente dei gravissimi danni provocati. Lo Stato non può arretrare di fronte alla violenza».
Durissimo anche il commento di Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE: «La rivolta di Benevento è l'ennesima dimostrazione che il sistema penitenziario italiano sta rischiando di perdere progressivamente il controllo di interi reparti e sezioni detentive. Da troppo tempo denunciamo che sovraffollamento, carenza cronica di personale, detenuti sempre più violenti e insufficienza degli strumenti operativi stanno trasformando molte carceri in vere polveriere. Se oggi non piangiamo vittime lo dobbiamo esclusivamente alla straordinaria professionalità e al senso dello Stato delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria».
«Non bastano più attestati di solidarietà – proseguono Capece e Cimino –. Servono decisioni immediate e coraggiose: incremento degli organici, espulsione dei detenuti stranieri che devono scontare pene nei Paesi d'origine, certezza della pena per chi si rende protagonista di rivolte, impiego stabile di strumenti tecnologici e operativi adeguati, dal taser ai dispositivi anti-drone, fino al potenziamento dei reparti di intervento. Le carceri non possono correre il rischio di diventare territori sottratti all'autorità dello Stato».
Il SAPPE rinnova infine l'appello al Ministro della Giustizia, al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e al Governo affinché venga aperta con urgenza una fase di interventi straordinari per restituire sicurezza agli istituti penitenziari, garantire condizioni di lavoro dignitose agli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria e riaffermare il principio che nelle carceri italiane l'unica autorità legittimata a far rispettare le regole è lo Stato.

"Professionalità e sinergia decisive nella gestione della rivolta" mette in evidenza  la Segreteria Regionale SiNAPPe. "In riferimento al recente evento critico verificatosi all'interno dell'Istituto, caratterizzato da una rivolta posta in essere da un gruppo di detenuti, si desidera esprimere il più sentito apprezzamento nei confronti di tutto il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria che, con elevata professionalità, senso del dovere e spirito di servizio, ha affrontato e gestito una situazione di particolare complessità. L'evento è stato gestito mediante la tempestiva attuazione delle procedure operative disposte dal Provveditore Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria, il cui immediato intervento ha consentito di coordinare efficacemente la risposta all'emergenza. Le direttive impartite hanno permesso una rapida organizzazione delle risorse disponibili e un'azione sinergica tra tutti i soggetti coinvolti, assicurando il contenimento della criticità, la tutela dell'incolumità delle persone presenti, la sicurezza della struttura e il rapido ripristino delle ordinarie condizioni operative. Un particolare riconoscimento è rivolto al Direttore dell'Istituto, che ha seguito con determinazione tutte le fasi dell'emergenza, assumendo le necessarie decisioni organizzative e assicurando un costante raccordo con il Provveditorato Regionale e con le Autorità competenti, nonché al Comandante di Reparto, che ha diretto e coordinato le operazioni del personale di Polizia Penitenziaria con competenza, lucidità e tempestività, dimostrando elevate capacità organizzative e gestionali. Un sentito apprezzamento è altresì rivolto al mediatore, il cui qualificato intervento ha favorito il dialogo con i detenuti coinvolti, contribuendo ad allentare la tensione e a creare le condizioni per una risoluzione ordinata della situazione, nel pieno rispetto della sicurezza dell'Istituto e delle persone presenti. La capacità di instaurare un confronto costruttivo in un momento di particolare criticità ha rappresentato un importante valore aggiunto nell'ambito della complessiva gestione dell'emergenza. L'intervento del personale operante si è distinto per disciplina, equilibrio e capacità di operare in un contesto caratterizzato da elevata tensione, evitando che l'evento producesse conseguenze più gravi e riportando in tempi rapidi l'ordine e la sicurezza all'interno dell'Istituto. Il risultato conseguito è il frutto della piena sinergia tra il Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria, la Direzione dell'Istituto, il Comando del Reparto, il mediatore e tutto il personale di Polizia Penitenziaria, che, ciascuno nell'ambito delle rispettive competenze, ha operato con unità d'intenti, responsabilità e profondo senso delle Istituzioni. L'episodio conferma ancora una volta il valore imprescindibile del Corpo di Polizia Penitenziaria e l'importanza del coordinamento istituzionale tra il Provveditore, la Direzione dell'Istituto, il Comando del Reparto e tutte le professionalità coinvolte, la cui azione congiunta costituisce un presidio fondamentale per la tutela della sicurezza, dell'ordine e della legalità all'interno degli istituti penitenziari. Il Segretario Nazionale del SiNAPPe, Fernando Mastrocinque, ha espresso il proprio vivo apprezzamento per la professionalità e il senso dello Stato dimostrati dal personale del Corpo di Polizia Penitenziaria impegnato nella gestione dell'evento critico. "Ancora una volta – dichiara Mastrocinque – le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno saputo affrontare una situazione di estrema complessità con coraggio, equilibrio e straordinaria competenza, garantendo la sicurezza dell'istituto e l'incolumità delle persone presenti. Un plauso va altresì al Provveditore Regionale, al Direttore dell'Istituto, al Comandante di Reparto e al mediatore, il cui coordinamento e la cui capacità gestionale hanno consentito di riportare rapidamente la situazione sotto controllo. A tutti loro rivolgo il sincero ringraziamento del SiNAPPe per il prezioso servizio reso all'Amministrazione Penitenziaria".