Pozzuoli

 

La violenta scossa di terremoto di magnitudo 4.7 che ha scosso l’area dei Campi Flegrei ha riaperto una ferita non soltanto geologica, ma anche amministrativa e giudiziaria. Oltre ai danni strutturali agli edifici e alle infrastrutture, a finire sotto la lente d'ingrandimento della Magistratura sono ora i ritardi nell'avvio dei lavori di messa in sicurezza delle pareti rocciose.

I magistrati del pool coordinato dal procuratore aggiunto Antonio Ricci stanno seguendo da vicino l'evoluzione della situazione per chiarire le cause che hanno bloccato gli interventi previsti e finanziati sul territorio.

Inchiesta giudiziaria e fondi bloccati: il nodo dei costoni a rischio

L’attenzione degli inquirenti si concentra sul mancato avvio delle opere di consolidamento sui versanti tufacei. Una denuncia arrivata in primis dalle istituzioni locali: il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, ha riacceso i riflettori su 11 milioni di euro già stanziati per il ripristino del proprio territorio, ma rimasti finora inutilizzati per motivi burocratici. 

Sulla questione è intervenuto anche Lorenzo Benedetto, presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, evidenziando come i recenti eventi sismici abbiano provocato vistosi cedimenti del terreno:

"Sono stati segnalati diversi crolli di costoni tufacei, con interessamento di abitazioni, infrastrutture e viabilità. Si tratta di un aspetto che merita particolare attenzione e che conferma quanto la comunità dei geologi sostiene da anni: la mitigazione del rischio sismico non può limitarsi esclusivamente alla vulnerabilità strutturale degli edifici."

Il caso di Pozzuoli: tra rinvii legali e  tragedie sfiorate

Un esempio emblematico delle conseguenze legate alla stasi dei cantieri si è verificato a Pozzuoli, in via Savino Vitagliano. La frana staccatasi dal costone roccioso ha travolto il 73enne Michele Rolfo, attualmente ricoverato in ospedale con fratture multiple e tratto in salvo soltanto grazie all'intervento del figlio Alessandro.

La stabilità di quel versante era già oggetto di un contenzioso legale promosso dai condomini del "Parco Flavio". A seguito della caduta di un grosso masso il 29 dicembre 2024, i residenti, assistiti dall'avvocato Stefano D'Ammassa, avevano citato in giudizio la Regione Campania al Tribunale Civile per chiedere l'esecuzione delle opere o l'autorizzazione all'intervento in danno da parte del Comune.

Nelle memorie difensive depositate a ottobre 2025, l'Avvocatura Regionale sosteneva l'assenza di un "pericolo imminente sullo stato attuale del costone", richiamando il lasso di tempo trascorso da un precedente episodio del 2009. Nonostante il rinvio della causa concordato tra le parti per il novembre successivo, il cedimento provocato dall'ultima crisi bradisismica ha drammaticamente anticipato la decisione dei giudici.

La risposta delle istituzioni: nuovo decreto e poteri commissariali

Il tema della sicurezza idrogeologica e strutturale è stato affrontato nel corso del vertice istituzionale svoltosi a Pozzuoli alla presenza del ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci. Per sbloccare lo stallo procedurale, l'esecutivo sta redigendo un nuovo provvedimento legislativo volto ad ampliare le prerogative del Commissario straordinario di Governo per i Campi Flegrei, conferendogli poteri d'intervento diretti anche sulla messa in sicurezza dei costoni. In tale quadro si inserisce la riunione operativa fissata con l'Autorità di Bacino per definire la mappa delle priorità e accelerare l'affidamento delle opere infrastrutturali non più differibili.