"Nessuna vera via di scampo a breve termine: la quarta ondata di caldo africano del 2026, iniziata lo scorso martedì 28 luglio, rischia di dominare il nostro meteo almeno fino a metà mese".
Lo afferma Lorenzo Tedici, meteorologo del sito IlMeteo.it. "Nel prossimo weekend è previsto un lievissimo calo termico, passeremo dai 39 ai 36 gradi o dai 37 ai 34, ma all'atto pratico, per il nostro corpo, cambierà ben poco. Almeno fino a venerdì, l'Italia dovrà convivere con quelle che potremmo definire le 3 "piaghe" principali di questa canicola:
1. L'afa opprimente: il disagio biometeorologico (il micidiale mix di temperatura e umidità) raggiungerà la soglia di "pericolo" soprattutto tra il basso Veneto, l'Emilia e le zone interne di Toscana ed Umbria. Altrove saremo comunque in zone di "estrema cautela" con condizioni afose dominanti a tutte le ore.
2. Il termometro pomeridiano: il picco della sofferenza arriverà ogni giorno tra le 16 e le 17, orario in cui i valori di 37-39°C saranno una spietata e diffusa normalità.
3. Le notti "super tropicali": il sonno sarà disturbato da temperature minime che non scenderanno mai sotto i 25 gradi. Tra le città super tropicali, oltre a Genova, Napoli e Ancona, figura ormai stabilmente anche Milano. In pratica, la Pianura Padana ha ufficialmente assunto il clima della Thailandia. Nonostante l'anticiclone, non dobbiamo mai dimenticare la regola d'oro del meteo estivo: tanto calore accumulato significa tanta energia pronta a esplodere.
Nei prossimi pomeriggi avremo frequenti temporali di calore, localmente anche molto intensi, a ridosso di Alpi e Appennini. Questa instabilità subirà un leggero incremento durante il weekend, per poi tornare a scemare con l'inizio della nuova settimana che ci condurrà verso Ferragosto, quando il sole inizierà a perdere fisiologicamente terreno a causa dell'allungamento delle notti.
In sintesi, preparatevi a sudare stando immobili, a fissare il soffitto durante estenuanti notti tropicali e, se cercate rifugio in montagna, a schivare improvvisi acquazzoni violenti. Insomma, stiamo vivendo un'estate 2026 talmente storica e indimenticabile che non vediamo letteralmente l'ora di dimenticarcela".