Avellino

Un anno fa è morto improvvisamente Salvatore Cosenza, assistente capo della Questura di Avellino. «Investigatori come lui non se ne trovano facilmente. Sasà era un uomo arguto, di quelli “col fiuto”, pronto a tutto, attaccato al suo lavoro. Era un punto di riferimento per tutti». Con queste parole Elio Iannuzzi, dirigente della squadra volante, aveva ricordato la figura di Salavatore Cosenza, in occasione dei suoi funerali in una chiesa di Santa Maria delle Grazie gremita all'inverosimile, nel febbraio del 2014. Ad un anno dalla scomparsa di Sasà, amici e parenti ricordano un grande uomo e un poliziotto eccezionale. Cosenza, l’agente di polizia strappato imporvvisamente all'affetto dei suoi cari era un poliziotto di vecchio stampo, nonostante la sua giovane età. "Salvatore era amico di tutti. Il sorriso sempre sulla labbra, che coinvolgeva. Ed è proprio quello che rimarrà nella nostra mente e nei nostri cuori", ricordano gli amici. 

Un vuoto incolmabile quello lasciato nella vita della moglie Monica e dei suoi adorati figli, a cui giunga tutta la vicinanza ed affetto del gruppo editoriale di Ottopagine.