"Pozzuoli esiste ancora". È lo striscione d'apertura che guida la rabbia e l'esasperazione di oltre mille cittadini scesi in strada questa mattina nel centro flegreo. A quattro giorni dalla forte scossa di terremoto di magnitudo 4.7 che il 31 luglio ha sferzato l'area della Solfatara, la popolazione è insorta arrivando a occupare e bloccare la banchina principale del porto di Pozzuoli, superando il primo sbarramento dei Carabinieri. Una manifestazione finora pacifica ma carica di tensione, nata per denunciare i ritardi nei soccorsi, i disservizi sulle utenze primarie e la mancanza di certezze per le centinaia di sfollati.
La protesta: dai megafoni l'attacco alle istituzioni
Il corteo, partito da piazza della Repubblica, ha visto la partecipazione di intere famiglie, anziani, disabili e persone rimaste senza casa o senza lavoro a causa dei crolli. Diversi i malori registrati lungo la marcia a causa delle elevate temperature estive. "Dovete fare presto", si legge su uno degli striscioni esposti, chiara citazione dello storico appello di Sandro Pertini. La protesta punta il dito contro l'assenza delle istituzioni locali e nazionali. Nelle ultime ore, la situazione è stata esasperata dall'interruzione della rete idrica ed elettrica in diverse zone della città a causa dei danni provocati dal sisma alle condotte. I cittadini chiedono a gran voce di essere ricevuti dal ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, in occasione del vertice istituzionale previsto per domani a Napoli. La tensione sul territorio è già altissima: soltanto ieri il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, è stato contestato e scortato via dalle forze dell'ordine durante una visita all'Anfiteatro Flavio.
Il bilancio dei danni: 57 fabbricati inagibili e 395 abitazioni sgomberate
Nel frattempo, il bilancio dell'emergenza resta gravissimo. Secondo gli ultimi dati forniti dai Vigili del Fuoco: 277 interventi effettuati (con oltre 650 verifiche ancora in coda); 57 edifici dichiarati inagibili: 395 abitazioni sgomberate: e ancora 2 feriti di cui due in precarie condizioni. Sul campo operano ininterrottamente 36 moduli MO.RECS dei Vigili del Fuoco (di cui 30 giunti da fuori regione), affiancati da squadre speciali per la tutela dei Beni Culturali e da reparti dedicati al recupero delle masserizie nelle abitazioni danneggiate.
Misure ed emergenza casa: "I contributi non bastano"
La Regione Campania ha stanziato un primo fondo d'emergenza da 1 milione di euro per finanziare l'anticipo del CAS (Contributo per l'Autonoma Sistemazione), con importi compresi tra i 400 e i 900 euro a seconda del nucleo familiare e con quote extra per i soggetti fragili. Oltre alle strutture alberghiere della zona, è stato riattivato l'ex residence dell'Ospedale del Mare a Ponticelli per accogliere le famiglie rimaste senza tetto.
Tuttavia, la misura viene giudicata nettamente insufficiente. I manifestanti denunciano le lentezze dell'impianto commissariale e le speculazioni sui prezzi registrate in alcune strutture ricettive private, chiedendo un piano straordinario immediato per la messa in sicurezza dei fabbricati e il ripristino rapido dei servizi essenziali.