di Paola Iandolo
Non ha convalidato il fermo, ritenendo insussistente il pericolo di fuga che lo aveva ispirato, ed ha disposto, come chiesto dal pm della Dda Vincenzo Toscano, la custodia cautelare in carcere. E' la misura adottata dal gip del Tribunale di Avellino Fabrizio Ciccone, che ha poi trasmetto gli atti, per competenza, a Napoli, per M. D. P. 33 anni, di San Martino Valle Caudina, e G. S., 39 anni, di Cervinara, chiamati in causa da una indagine per estorsione, anche tentata, ed usura aggravate dal metodo camorristico.
Le accuse
I due sono accusati di aver applicato un tasso di interesse del 20% al giorno, con un prestito di 500 euro che, restituito in cinque giorni sarebbe diventato di mille. Questa la percentuale pattuita con la vittima dagli esponenti di una presunta fazione del clan Pagnozzi, quella dei De Paola. E’ quanto emerge dal decreto di fermo di indiziato del delitto di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e agevolazione mafiosa e usura aggravata dal metodo mafioso. Addebiti che i due uomini, difesi dagli avvocati Fabio Russo e Vito Pacca, hanno respinto con alcune dichiarazioni spontanee, collegati in videoconferenza dal carcere di Avellino, durante l'udienza.