I 100 milioni di euro deliberati dal Consiglio dei Ministri rappresentano soltanto la prima tranche di un intervento statale destinato a prolungarsi nel tempo. È questo il messaggio lanciato dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a margine del vertice tenutosi oggi in Prefettura a Napoli insieme ai sindaci della fascia flegrea, al presidente della Regione Campania Roberto Fico e a una delegazione di cittadini colpiti dal recente terremoto di magnitudo 4.7.
«I cento milioni stanziati rappresentano già una dotazione importante. Non ci tiriamo indietro: se saranno necessarie ulteriori risorse, verranno fatte le valutazioni a tempo debito», ha assicurato il titolare del Viminale, evidenziando come la sua presenza sul territorio sia stata «sollecitata direttamente dalla premier Giorgia Meloni».
Messa in sicurezza e l'incognita delle difformità edilizie
Il tavolo istituzionale ha sollevato questioni amministrative delicate che in passato hanno rallentato i cantieri di consolidamento. Tra queste, il nodo burocratico legato ai danni su immobili che presentano irregolarità sul piano urbanistico.Per sbloccare lo stallo, l'esecutivo sta valutando una deroga mirata:
Sblocca-cantiere per le lievi difformità: L'obiettivo è consentire l'accesso ai contributi di messa in sicurezza anche per gli edifici affetti da piccole difformità urbanistiche, che nelle precedenti emergenze avevano paralizzato i contributi statali.
Equilibrio normativo: Si cerca un punto d'intesa tra la tutela della legalità e la priorità di garantire la stabilità statica degli edifici.
Caratterizzazione d'area: Insieme alla Regione si valuta una norma quadro per la prevenzione sismica dell'intero bacino flegreo, estesa anche alle proprietà private prive di danni apparenti, previo consenso dei proprietari.
Verifiche veloci e potenziamento dei Comuni
Per fronteggiare l'impatto burocratico e tecnico dell'emergenza, il Ministero dell'Interno ha disposto misure d'accelerazione operativa per le amministrazioni locali, a partire dal Comune di Pozzuoli.
Sul fronte operativo ed economico, il quadro dei soccorsi e degli interventi si articola su quattro direttrici fondamentali. Per quanto riguarda le risorse economiche, l'esecutivo ha messo sul piatto una dote iniziale di 100 milioni di euro, accompagnata dall'impegno formale a stanziare ulteriori fondi non appena l'evoluzione dei rilevamenti lo renderà necessario.
Parallelamente proseguono gli accertamenti statici, gestiti con verifiche a ritmo serrato da parte dei Vigili del Fuoco, che hanno già portato a termine oltre 400 interventi di sopralluogo per valutare la stabilità degli immobili colpita dal sisma.
Per garantire il sostegno alle famiglie evacuate o danneggiate, è stata deliberata la proroga e l'estensione a ritroso del Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS), misura pensata per dare sollievo economico immediato a chi si trova fuori casa. Infine, sul piano del rafforzamento amministrativo, il piano prevede la stabilizzazione del personale precario negli enti locali dell'area flegrea, a patto che abbia maturato almeno 36 mesi di servizio così da potenziare le strutture dei Comuni direttamente impegnate nella gestione dell'emergenza.
La sfida della convivenza col bradisismo
I colloqui con la delegazione di cittadini hanno rimarcato quanto la crisi attuale non sia un evento isolato, ma una condizione strutturale con cui il territorio dovrà misurarsi negli anni a venire.
«È un problema drammatico e complesso. Bisogna restituire tranquillità a una popolazione che vive in un territorio storicamente fragile. È immaginabile che si conviverà con questo fenomeno anche in futuro, ma l'intera filiera istituzionale è unita per trovare le soluzioni possibili», ha concluso Piantedosi.
La partita si sposta ora in Parlamento, dove il decreto-legge avviato dal Governo potrà essere integrato con le istanze presentate dai primi cittadini durante il vertice in Prefettura.