Bacoli

Tra gli annunci trionfalistici e la cruda realtà di chi governa i territori piegati dal bradisismo c’è un mare di burocrazia e cantieri fantasma. A denunciare il corto circuito è ancora una volta il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione. All'indomani del vertice in Prefettura con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il primo cittadino ha pubblicato sui propri canali social la foto simbolo di un fallimento di sistema: una spiaggia deserta, transennata e interdetta alla balneazione per la caduta di massi dai costoni tufacei dopo le ultime scosse. Non un'invettiva priva di riscontri, ma un’analisi circostanziata che solleva una domanda: dove sono finiti i fondi già stanziati? 

La Procura di Napoli sta acquisendo documentazione nell'ambito di una serie di accertamenti finalizzati a fare luce sulla messa in sicurezza dei costoni del Campi Flegrei rivelatisi a rischio dopo la forte scossa dei giorni scorsi. Al momento il fascicolo è meramente esplorativo e non si ipotizzano reati né ci sono iscritti nel registro degli indagati. A occuparsi degli approfondimenti documentali sono i magistrati della sezione "lavoro e colpe professionali" coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. Per la messa in sicurezza di quei costoni sono stati stanziati fondi che però, al momento, risultano inutilizzati.

Il nodo dei fondi: l'inchiesta sui cantieri mai partiti

Mentre il Governo rivendica l'ultimo stanziamento da 100 milioni di euro  che si aggiunge alle risorse precedentemente annunciate  la situazione sul litorale flegreo racconta un'altra storia. Come emerge dalla denuncia del sindaco, per la sola messa in sicurezza dei costoni di Bacoli esistono già 11 milioni di euro congelati da ben tre anni. La stasi non è legata alla mancanza di liquidità, ma ai ritardi dell'apparato statale e commissariale nel trasformare le risorse in opere pubbliche: zero cantieri aperti, nessuna progettazione esecutiva completata, mentre la roccia continua a sbriciolarsi sotto la spinta delle scosse. Un paradosso normativo e gestionale: nonostante il conferimento di poteri speciali e poteri commissariali previsti dai vari decreti emergenziali, la macchina burocratica rimane paralizzata nelle fasi preliminari di indagine geologica.

Il post di Josi Gerardo Della Ragione: Fate presto 

Di seguito proponiamo il testo completo pubblicato dal primo cittadino di Bacoli. 

"E allora. Mi fa molto piacere leggere che il Governo ha già stanziato 500 milioni di euro per i Campi Flegrei. Bello. Poi altri 100. Bene. Poi però scendo alla Marina Grande di Bacoli, e ci troviamo costretti a mantenere interdetta questa spiaggia bellissima. Si dirà: “Eh, ma ci vogliono i soldi per metterla in sicurezza”. Falso, ci sono. Qui il Governo ha stanziato 11 milioni di euro. Annunciati tre anni fa. E quanti ne ha spesi? Zero. Quanti cantieri sono partiti per la messa in sicurezza dei costoni? Zero. Ma abbiamo almeno una progettazione esecutiva? No. Sono in corso ancora altre indagini alle pareti rocciose. I soldi ci sono. Il Governo ha previsto poteri speciali, a se stesso, per fare presto. Ma stiamo ancora così. Ora, senza alcuna polemica. Qui non c’è da decidere chi è più bravo, chi mette più soldi, chi promette più cose. Alla gente, tutto questo, non interessa. Ai residenti interessa il costone in sicurezza. Ai bagnanti interessa la spiaggia fruibile. Agli studenti interessano scuole sicure. Alle persone interessano strade nuove, hub e centri di accoglienza. Alla gente interessa avere i contributi per fare i lavori nelle case devastate. Ai comuni interessa avere il personale per rispondere alle esistenze degli sgomberati e di chi ha paura. Ecco. Il problema non sono più soltanto i soldi. Ma quando si spendono per i Campi Flegrei. In che tempi si aprono e chiudono i cantieri nelle nostre città. E come si spendono i fondi pubblici. Una classe dirigente e politica capace, si misura su questo. O le istituzioni fanno questo. Oppure hanno fallito. La gente ha bisogno solo di questo. I fatti. Fate presto."