Benevento

"Nel pomeriggio di ieri un detenuto italiano, ristretto nel circuito dei detenuti comuni, si è reso protagonista di una violenta escalation di disordini. L'uomo, che si trovava nell'infermeria per essere sottoposto ad alcune cure, ha improvvisamente devastato i locali sanitari, seminando il panico tra il personale sanitario e gli operatori presenti. Grazie al tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria il detenuto è stato inizialmente contenuto e ricondotto verso la propria cella al primo piano. Ma proprio durante le operazioni di accompagnamento ha ripreso a dare in escandescenze, aggredendo gli agenti con sputi e lanci di oggetti. Non pago, ha distrutto tutte le telecamere di videosorveglianza della sezione, incitando gli altri detenuti a dare vita ad ulteriori disordini. Come se non bastasse, nel tardo pomeriggio un secondo detenuto, ristretto in una sezione del piano terra, ha dato in escandescenze tentando anch'egli di aggredire il personale della Polizia Penitenziaria con sputi e lancio di oggetti. Anche in questo caso soltanto la professionalità e il sangue freddo degli agenti hanno consentito di riportare la situazione sotto controllo. Il bilancio è di due appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria costretti a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell'ospedale cittadino, dove sono stati giudicati guaribili rispettivamente in cinque e sette giorni". Lo scrive Sappe in una nota. 

"Benevento sta vivendo giorni di gravissima tensione"

"Benevento sta vivendo giorni di gravissima tensione", denuncia Giuseppe Cimino, Segretario Nazionale del SAPPE. «Dopo la devastante rivolta dei giorni scorsi assistiamo ad una preoccupante escalation di violenze che conferma come il clima all'interno dell'istituto sia estremamente critico. Ancora una volta sono gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria a pagare il prezzo più alto, continuando a garantire ordine e sicurezza con straordinario senso del dovere nonostante condizioni operative sempre più difficili. Non è più tollerabile che chi aggredisce il personale e devasta strutture dello Stato continui a mettere a rischio l'incolumità degli operatori.» Il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece parla di «una situazione ormai intollerabile».
«Le continue violenze che si registrano nel carcere di Benevento dimostrano che non siamo di fronte ad episodi isolati, ma ad un clima di illegalità che va stroncato con assoluta fermezza. Lo Stato deve riaffermare la propria autorevolezza all'interno delle carceri. Chi aggredisce gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, distrugge beni pubblici e incita altri detenuti alla rivolta deve essere immediatamente allontanato dall'istituto e destinato a circuiti detentivi ad alta sicurezza, rispondendo anche penalmente dei gravissimi danni arrecati.» Capece rinnova quindi le richieste del SAPPE: «Servono provvedimenti urgenti. Occorre rafforzare gli organici della Polizia Penitenziaria, dotare il personale di strumenti operativi più efficaci, rendere certe e tempestive le sanzioni nei confronti dei detenuti violenti e accelerare i trasferimenti dei soggetti più pericolosi. Non è accettabile che il personale debba affrontare quotidianamente aggressioni, devastazioni e rivolte senza adeguati strumenti di tutela. La sicurezza delle carceri coincide con la sicurezza dello Stato e non può più essere rinviata.»