L’adozione di impianti che prevedono l’uso di fonti energetiche rinnovabili nonché la gestione dell’energia nel segno del risparmio e dell’efficientamento sono tra i trend più attuali dell’economia, tanto nel panorama comunitario quanto in quello nazionale.
Ciò sta dando luogo a una vera e propria rivoluzione, che allo stesso tempo risulta alquanto variegata. In questo contesto, il quadro normativo odierno prevede l’obbligo per le imprese che lavorano sia nel comparto industriale, sia in quello civile, di dotarsi di collaboratori provvisti di certificazioni per la gestione energetica specifiche, in particolare di due tipologie.
Le norme di riferimento sono, nello specifico, il D.Lgs. 28/11, che stabilisce l’obbligo di conseguire un corso FER elettricista e termoidraulico per i tecnici dell’impiantistica che si avvalgono, come suggerisce il termine, delle fonti energetiche rinnovabili, e il D.Lgs. 115/08 per quanto riguarda l’EGE: l’Esperto in Gestione Energetica.
Una volta ottenuto il patentino, è previsto, per legge, il rinnovo periodico: ogni tre anni nel caso del FER, ogni cinque anni per l’EGE. L’aggiornamento delle competenze si dimostra essenziale per mantenere il titolo acquisito in corso di validità. Il legislatore l’ha inoltre predisposto alla luce della necessità di ottenere competenze sempre più sofisticate e oggetto di cambiamento, lato tecnico e non solo.
Non è necessario svolgere la formazione in presenza: realtà come Cefosmet permettono di seguire i corsi ed effettuare l’esame da remoto, supportando non solo lato didattico ma anche organizzativo e burocratico. Tutto questo a fronte di un risparmio considerevole di tempo.
Dietro l’aggiornamento FER: i requisiti che stanno alla base dell’obbligatorietà
La formazione dei corsi FER interessa sia i parametri tecnici degli specifici impianti, sia gli aspetti correlati alla sicurezza. Pertanto, gli impianti in questione sono quelli che appartengono alle categorie seguenti:
- impianti del solare termico e del fotovoltaico;
- a biomassa;
- impianti di trigenerazione e cogenerazione;
- impianti geotermici, sia a bassa che ad alta entalpia.
Pertanto, la formazione che a oggi risulta obbligatoria funge da tutela per i lavoratori, che possono così offrire una migliore qualità delle prestazioni, tanto per la sostenibilità quanto per l’affidabilità degli impianti, con benefici concreti per gli utilizzatori finali.
Tutto questo con vantaggi che interessano persino la salute dei professionisti, perché più consapevoli delle misure cautelative da adottare durante le opere di installazione e manutenzione.
La figura dell’EGE oggi
L’Esperto dell’Energia è un ruolo sempre più ricercato dalle aziende: vale sia per quelle del ramo civile che per quelle del comparto industriale. L’EGE è un vero e proprio “manager dell’energia” perché si interessa di tutto ciò che ruota attorno all’efficientamento e al risparmio energetico, in linea con i requisiti definiti nella norma UNI CEI 11339.
Essa prevede un iter rigoroso, a fronte di competenze trasversali: tecniche, gestionali, finanziarie, di rendicontazione, ecc. I compiti dell’EGE vanno dalla promozione di una gestione razionale per quanto concerne le risorse, fino all’attuazione di strategie mirate di miglioramento e correlate agli impatti economici e ambientali. Parliamo quindi di un ruolo complesso, ma soprattutto determinante.
L’importanza di muoversi in tempo per le imprese
Per le aziende del comparto energetico e per quelle dell’impiantistica, conseguire l’aggiornamento dei propri tecnici e manager è essenziale prima di tutto per risultare in regola a livello normativo – ed evitare così di incorrere in possibili sanzioni.
La cosa migliore è programmare per tempo i vari corsi e per farlo l’ideale è rivolgersi a una realtà specializzata in grado di garantire un iter da remoto e persino di avvisare quando è prossima la scadenza di ogni singolo patentino.
In questo modo le aziende possono delegare una parte importante quale quella della burocrazia, a fronte di meno stress e con la possibilità di offrire una qualità ottimizzata.