Avellino

La fiducia può fare miracoli. Nel caso di Trasolini, però, non si tratta di un evento straordinario. Il canadese della Sidigas aveva dimostrato già la scorsa stagione di poter reggere l’impatto con la massima serie italiana, al suo primo anno da professionista. Ad Avellino ci si attendeva la conferma di quanto mostrato a Pesaro. Ed invece, complice il disorientamento per il nuovo ruolo nelle rotazioni ed un minutaggio a volte troppo risicato, il nativo di Vancouver ha faticato e non poco fino al match di domenica. Già, perché domenica, sulla scia di un Banks stellare, Trasolini ha sfruttato i ventuno minuti concessigli da coach Vitucci per lasciare il proprio segno sulla partita ed essere, forse per la prima volta da inizio stagione, una pedina importante per la Scandone. Sei i punti messi a segno dal canadese, con il cento per cento dal campo, che vanno aggiunti ai dieci rimbalzi catturati (high stagionale) e alle tre stoppate piazzate. Il ritorno all’Adriatic Arena, questa volta da avversario, ha di sicuro giovato al passaportato italiano, in grado finalmente di essere una valida alternativa ad un Harper delizia in attacco e croce in difesa e ad un Anosike che, nonostante il calo dell’ultimo mese, è sembrato quantomeno di nuovo in parabola ascendente. Se Trasolini confermerà i suoi passi in avanti, dando alla panchina biancoverde un maggiore peso, e il duo formato da Harper e Anosike tornerà quello della prima parte della stagione, allora la risalita dei biancoverdi, in classifica e nelle prestazioni, potrebbe davvero diventare realtà.