È una notte ancora piena di zone d’ombra quella che gli investigatori di Viterbo stanno cercando di ricostruire per capire come sia morta Benedetta Marino, 23 anni appena compiuti, trovata senza vita sabato mattina all’interno dell’ex Consorzio agrario di via Francesco Baracca, nella zona della Teverina. La giovane era madre di un bambino di quattro anni. Il giorno precedente, venerdì 7 agosto, aveva festeggiato il compleanno insieme ad alcuni amici proprio all’interno del complesso abbandonato.

La scoperta all’ultimo piano

Il corpo è stato trovato in una stanza all’ultimo piano di uno degli edifici del vecchio complesso. A dare l’allarme è stato un amico della ragazza, tornato nello stabile dopo non essere più riuscito ad avere sue notizie. Quando sul posto sono arrivati gli operatori sanitari e gli agenti della Polizia di Stato, per Benedetta non c’era più nulla da fare.

Gli specialisti della polizia scientifica hanno effettuato i rilievi negli ambienti utilizzati durante la serata e hanno repertato diversi oggetti e bottiglie. Alcuni dei giovani che avrebbero partecipato alla festa sono già stati ascoltati in questura. Gli investigatori stanno cercando di stabilire chi sia rimasto con Benedetta nelle ultime ore, quando sia stata vista cosciente per l’ultima volta e quali siano stati i suoi spostamenti all’interno dello stabile.

Nessun segno evidente di violenza

Dal primo esame esterno sul corpo non sarebbero emersi segni evidenti riconducibili a una morte violenta. Un dato che, da solo, non permette però di stabilire le cause del decesso. L’inchiesta resta quindi aperta e gli accertamenti vengono condotti senza escludere, allo stato, le diverse possibili spiegazioni.

Tra gli aspetti sui quali si concentra l’indagine c’è anche l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti durante la serata. Saranno gli esami tossicologici a stabilire se nel sangue della giovane fossero presenti droghe, alcol o altre sostanze e, soprattutto, in quali quantità. Qualsiasi collegamento diretto tra un’eventuale assunzione e la morte dovrà essere verificato sul piano medico-legale.

L’autopsia per chiarire le cause

La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’autopsia, disposta nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla pm Paola Conti, dovrà fornire le prime risposte decisive sull’origine della morte e sull’orario del decesso. Secondo le informazioni disponibili, l’esame è atteso tra lunedì e martedì all’istituto di medicina legale dell’ospedale di Viterbo.

Solo l’esame autoptico potrà permettere di verificare ipotesi come un malore improvviso, gli effetti dell’assunzione di sostanze o altre cause non rilevabili attraverso il solo esame esterno. In questa fase, dunque, qualsiasi ricostruzione più dettagliata resta un’ipotesi investigativa e non una conclusione accertata.

Le ultime ore al centro dell’inchiesta

Il lavoro degli inquirenti si concentra soprattutto sulla sequenza temporale della festa e sulle persone che erano presenti nell’ex Consorzio. La struttura abbandonata è diventata il punto centrale dell’indagine: gli agenti stanno mettendo insieme testimonianze, reperti e ultimi contatti della giovane per capire cosa sia avvenuto tra la serata del 7 agosto e il ritrovamento del corpo la mattina successiva.