A due settimane di distanza dall’emergenza ambientale che ha riguardato il tratto di fiume Calore a Benevento con la comparsa di schiuma bianca anomala, forti miasmi e una massiccia moria di pesci, ancora non sono stati resi pubblici i dati delle analisi effettuate dagli organi competenti né sono state fornite informazioni sulla causa e l'origine dell’inquinamento.
La Sezione Lipu di Benevento, che da più di due decenni si impegna per la tutela e la valorizzazione dei fiumi beneventani, chiede chiarezza sulla vicenda del depuratore ASI di Ponte Valentino, che il 25 luglio 2026 è stato oggetto di sequestro preventivo d'urgenza per l'ipotesi di reato di inquinamento ambientale, dopo essere risultato già non perfettamente in regola nel settembre 2025 quando i test biologici rilevarono un effetto ecotossico nei liquidi scaricati nel fiume Calore, anche se gli accertamenti sui parametri chimico-fisici non avevano evidenziato il superamento dei limiti di emissione previsti dalla normativa vigente.
Un apparente paradosso, spiegabile con il fatto che il rispetto dei limiti fissati dalla legge per determinati parametri chimico-fisici non esclude necessariamente la presenza, nel campione analizzato, di altre sostanze potenzialmente tossiche. Dobbiamo iniziare a comprendere la fondamentale importanza dell’acqua pulita dei fiumi per noi e per la natura di cui facciamo parte.
È importante considerare il fiume nella sua complessità, dalla sorgente alla foce, comprese le zone riparie e i potenziali scambi con le falde, evitando di concentrarsi esclusivamente su un singolo tratto, come se fosse statico e isolato dal resto dell’ambiente. Un corso d’acqua è, infatti, è un ecosistema dinamico, caratterizzato da continui scambi di materia ed energia con il territorio circostante.
Rispettare i parametri di legge per gli scarichi del depuratore è fondamentale, ma oggigiorno non basta più!
Ci sono troppi fattori che mettono i nostri fiumi in difficoltà:
Fonti di inquinamento multiple: Oltre agli scarichi del depuratore ASI di Ponte Valentino lungo il fiume Calore e i suoi affluenti si trovano vari altri impianti di depurazione, che, se non ottimamente performanti, potrebbero rappresentare un'ulteriore problematica, e in più scarichi urbani non adeguatamente trattati. Tra l’altro le sostanze presenti nei reflui possono trasformarsi nel tempo in composti potenzialmente più tossici oppure interagire tra loro, dando luogo a effetti combinati con possibili conseguenze sull’ecosistema fluviale.
Eutrofizzazione: L’immissione di acque non depurate aumenta tra le altre cose anche la quantità di nutrienti nel fiume, causando la proliferazione anomala di alghe che riducono, specialmente di notte, l’ossigeno disciolto nell’acqua fondamentale per la vita acquatica.
Cambiamento climatico: Le temperature record di questa estate surriscaldano l'acqua, diminuendo l'ossigeno e mettendo in difficoltà la fauna ittica più sensibile. Inoltre, la diminuzione notevole della portata idrica nei mesi estivi fa sì che l’immissione di sostanze inquinanti risulti più concentrata rispetto ai periodi di piena. Il mancato rispetto da parte dell’uomo delle zone demaniali e delle aree di espansione naturali del fiume, compromette territori fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema fluviale.
Frequenti interventi di taglio indiscriminato della vegetazione riparia, elemento fondamentale di ogni corso d’acqua, contribuiscono a ridurre la sua resilienza e la sua capacità naturale di autodepurazione.
Il 2027 rappresenta una scadenza fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi della Direttiva Quadro sulle Acque, tra cui il perseguimento del buono stato delle acque superficiali. Questo richiede sia l’impegno personale di tutti noi cittadini, sia una gestione sostenibile, che presuppone amministratori e decisori politici adeguatamente formati, lungimiranti e dotati delle competenze tecniche necessarie per comprendere e affrontare le sfide ecologiche del futuro”.