Solofra

di Paola Iandolo 

Giro di fatture false: sono 74 gli indagati, sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti sono finiti ben 3 anni di dichiarazioni fiscali, per  7,6 milioni di euro di imposte che, secondo l'accusa, non sarebbero stati evasi. È quanto emerge dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato dalla Procura di Avellino, firmato dal sostituto procuratore Cecilia De Angelis, al termine di un’inchiesta condotta dagli agenti della Guardia di Finanza – Nucleo di polizia economico-finanziaria di Avellino, sul distretto conciario di Solofra.

Il meccanismo di evasione contestato

Al centro dell'inchiesta c'è un'azienda con sede legale e operativa a Solofra attiva nella preparazione e concia del cuoio e della pelle. Secondo gli inquirenti, la società, guidata da A.G., per gli anni d’imposta 2022, 2023 e 2024 avrebbe indicato in bilancio costi mai sostenuti, utilizzando fatture emesse da fornitori diretti per acquisti di pelli che, nella ricostruzione della Procura, non sarebbero mai avvenuti. Un meccanismo che avrebbe prodotto un’evasione, tra Ires e Iva, pari a 3.986.376,30 euro nel 2022, 2.550.411,97 euro nel 2023 e 1.146.883,30 euro nel 2024.

Le società coinvolte tra Irpinia, Salerno, Napoli e Benevento

Dietro le fatture false  - ad avviso degli inquirenti che hanno analizzato la mole di documentazione -  ci sarebbe una filiera di imprese individuali e società, alcune con sede in provincia di Avellino, altre a Salerno, Napoli e Benevento, prive di una reale struttura organizzativa. Lo stesso schema, emerge dalle indagini, sarebbe stato riutilizzato anche da altre imprese per evadere le imposte a proprio vantaggio, appoggiandosi alla medesima rete di società cartiere. Coinvolgono ditte operative in settori diversi: che vanno dall’edilizia, al commercio all’ingrosso di abbigliamento, dalla vendita di materiali da costruzione, fino al comparto chimico e a quello delle telecomunicazioni. Nell'atto giudiziario compaiono diversi fornitori fittizi e utilizzatori delle fatture false.

I prossimi passaggi giudiziari

Ora i 74 indagati hanno a disposizione venti giorni di tempo per depositare memorie, chiedere di essere sottoposti all' interrogatorio davanti alla polizia giudiziaria dellaGuardia di Finanza o sollecitare ulteriori accertamenti al pubblico ministero. Trascorso quel termine, la Procura deciderà se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione.