Stavolta Beppe Grillo non attacca solo il Movimento che ha fondato, ma mette nel mirino la politica del “campo largo” che in Sardegna rifiuta l’eolico. E’ una presa di posizione forte, che agita il centrosinistra sui temi fondamentali dell’ambiente e dell’energia, questioni essenziali per il futuro del pianeta.
La battaglia del comico genovese parte con un lungo post sui social che demolisce la strategia della governatrice Todde accusata di non volere le pale eoliche in Sardegna nonostante il centro sinistra si batta – almeno in teoria – per le rinnovabili. Il post è rafforzato dall’intervento del professore Marco Bella, ex deputato che paragona le pale eoliche agli estintori nei musei.
Il post che rilancia la battaglia per le rinnovabili
“Nessuno – si legge nel post - si sogna di contestare la presenza degli estintori nei musei, che devono essere posti in bella vista. Questi “orribili cilindri rossi” non hanno nulla a che vedere con un quadro del 1500 o con un palazzo storico, eppure li accettiamo tranquillamente perché proteggono proprio queste opere d’arte e soprattutto i visitatori. Che differenza c’è allora con le pale eoliche che, secondo una minoranza, “deturperebbero il paesaggio”? Nella realtà le pale eoliche il paesaggio lo modificano, non lo “deturpano”, e soprattutto, le strade sterrate di accesso alle turbine eoliche agiscono come utili linee tagliafuoco per garantire un accesso a Vigili del Fuoco e volontari in caso di incendio (che il paesaggio lo distrugge) e rappresentano un punto di osservazione privilegiato per individuare eventuali focolai. Soprattutto, le pale eoliche forniscono energia principalmente nei periodi in cui il fotovoltaico non produce (inverni e notte), permettendo di abbattere i prezzi dell’energia per molte più ore.
L’aspetto paradossale è che mentre il cosiddetto “campo largo” tollera i vari comitati locali antirinnovabili (per non parlare della situazione della regione Sardegna), il governo delle destre con il nuovo decreto FER X prevede un contingente di 16,5 GW di nuovo eolico (e 10 GW di fotovoltaico) da realizzare entro il 2030.
Le pale eoliche non sono “brutte” o “belle”: sono solo parte di un paesaggio che è cambiato più volte nel tempo e continua a mutare ed evolversi. A voi la scelta: vivere nel passato o accettare il cambiamento che ci permetterà di mitigare la catastrofe climatica, ridurre le bollette e aumentare la nostra indipendenza energetica”.
Grillo, infine, invita i suoi seguaci a leggere per intero l’articolo del Prof. Marco Bella rilanciando il link sul suo blog: https://beppegrillo.it/basta-basta-basta-estintori-nei.../