Benevento

Il pm Giulio Barbato aveva ottenuto per il 13 ottobre la fissazione del giudizio immediato dinanzi alla Corte di Assise, come anticipato da Ottopagine, per omicidio volontario aggravato; una iniziativa alla quale la difesa, rappresentata dall'avvocato Vincenzo Sguera, ha risposto chiedendo il rito abbreviato e la retrocessione dell'accusa a quella iniziale di omicidio preterintenzionale.

Il 18 marzo 2027 sarà il giudice M;aria Di Carlo a decidere su Armando Mercurio, 38 anni, di Benevento, chiamato in causa per la morte di Mario Capobianco, 68 anni, di Benevento  avvenuta il 14 febbraio al San Pio,  dove era ricoverato in gravissime condizioni dalla serata del 24 gennaio, dopo  l'aggressione subita con calci e pugni, anche mentre era sull'asfalto, al rione Libertà.

Come più volte ricordato, Mercurio era stato arrestato dai carabinieri per lesioni gravissime: un'ipotesi di reato poi variata dopo il decesso del 68enne, cui era seguito, a distanza di tre giorni, l'aggravamento della misura, con Mercurio che dai domiciliari era finito in carcere su ordine del gip Maria Amoruso, che aveva ritenuto aggravate le esigenze cautelari. Di diverso avviso il Riesame, al quale aveva fatto ricorso la difesa, che lo aveva rispedito agli arresti in casa, ai quali si trova.

Tutto era accaduto nel pomeriggio del 24 gennaio in via Pellico: secondo una prima ricostruzione, tra i due sarebbe nata una discussione perchè il 68enne è il padre del nuovo compagno della ex di Mercurio.

Dalle parole ai fatti, con il 38enne che si era scagliato contro il 68enne. Prima con dichiarazioni spontanee, poi rispondendo ella domande, Mercurio aveva precisato che non nutriva alcun rancore nei confronti di Capobianco, con il quale si sarebbe lamentato perchè da mesi non vede i figli, e da tempo è in attesa della regolamentazione della loro gestione con la ex, dalla quale è separato da un anno e mezzo all'incirca.

L'imputazione – da omicidio preterintenzionale a volontario - era stata cambiata dal Pm alla luce dei risultati della consulenza medico- legale e, soprattutto, di alcune testimonianze. Ora la richiesta di abbreviato e l'udienza di marzo.

I familiari della vittima sono rappresentati dall'avvocato Vittorio Fucci.