Anche a Ferragosto, se necessario. Il centrodestra campano alza la pressione sulla giunta di Roberto Fico e chiede che il Consiglio regionale affronti subito, in una seduta monotematica e straordinaria, l’emergenza dei Campi Flegrei. Domani, 12 agosto, la questione arriverà alla conferenza dei capigruppo convocata dal presidente dell’assemblea Massimiliano Manfredi, alla quale dovrebbe partecipare anche il governatore. L’opposizione vuole tempi strettissimi e si dice pronta a riunire l’Aula perfino il 15 agosto.
La richiesta politica è altrettanto netta: impegnare Fico a sollecitare formalmente al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. A guidare il pressing è Gennaro Sangiuliano, capo dell’opposizione in Consiglio regionale, insieme ai capigruppo Massimo Pelliccia, Raffaele Maria Pisacane, Massimo Grimaldi e Sebastiano Odierna. La risoluzione dovrebbe essere presentata non appena sarà fissata la seduta straordinaria.
Il Consiglio diventa il terreno dello scontro
Per il centrodestra la discussione non può restare confinata ai tavoli tecnici o ai confronti tra esecutivi. La crisi che sta investendo Pozzuoli e l’intera area flegrea, sostengono le opposizioni, deve approdare nell’assemblea elettiva regionale, con un confronto pubblico su risorse, assistenza agli sfollati, sostegno alle attività economiche e tempi per la messa in sicurezza degli edifici.
Da qui la disponibilità a convocare il Consiglio persino nella giornata di Ferragosto, un gesto che l’opposizione vuole caricare anche di un valore simbolico: dimostrare ai cittadini che le istituzioni non vanno in vacanza mentre migliaia di persone sono fuori dalle proprie abitazioni. La conferenza dei capigruppo di mercoledì rappresenterà quindi il primo passaggio per stabilire data e modalità della seduta.
Il confronto politico arriva in una fase ancora molto delicata. Al 9 agosto il Comune di Pozzuoli aveva adottato 123 ordinanze di sgombero o interdizione riguardanti 831 nuclei familiari e 2.172 persone. Di queste, 2.060 avevano trovato una sistemazione autonoma e 112 erano ospitate in strutture alberghiere. Altre 68 persone erano state accolte al Palatrincone. I vigili del fuoco avevano completato circa 1.200 interventi, con 198 edifici sgomberati e 930 unità abitative evacuate per ragioni di sicurezza.
Lo stato di emergenza contro la legge speciale
È sullo strumento da utilizzare che si concentra lo scontro tra maggioranza e opposizione. Fico ha indicato come priorità una legge speciale nazionale per i Campi Flegrei, capace di riconoscere in maniera stabile la condizione particolare di un territorio costretto a convivere con il bradisismo. Per il presidente della Regione non si può affrontare ogni nuova fase di accelerazione sismica ripartendo ogni volta da provvedimenti temporanei.
Il centrodestra rovescia l’impostazione. La legge speciale, sostiene, può essere discussa successivamente per programmare la sicurezza, gli interventi urbanistici e il futuro dell’area. Nell’immediato, però, servirebbe lo stato di emergenza perché consentirebbe di ricorrere agli strumenti straordinari della Protezione civile e accelerare procedure e interventi.
La differenza non è soltanto tecnica. È ormai diventata il principale terreno di confronto politico tra Palazzo Santa Lucia e l’opposizione. Da una parte la Regione rivendica la necessità di una risposta strutturale a una crisi che non può essere considerata episodica. Dall’altra il centrodestra insiste sulla necessità di dotarsi prima degli strumenti per affrontare l’urgenza quotidiana delle famiglie sfollate e delle attività economiche in difficoltà.
Fico: sullo stato di emergenza nessuna richiesta dal Governo
Il governatore ha già replicato alle pressioni. L’8 agosto, dopo un incontro al Centro operativo comunale di Pozzuoli, Fico ha precisato che nessun ministro gli aveva fino a quel momento prospettato formalmente la dichiarazione dello stato di emergenza. Ha aggiunto però che la decisione finale spetta al Governo e che, qualora esistano le condizioni, il tema può essere affrontato con l’esecutivo nazionale.
La Regione ha intanto stanziato un primo milione di euro per l’assistenza alla popolazione colpita dal sisma del 31 luglio. Ottocentomila euro sono destinati al contributo di autonoma sistemazione per le famiglie costrette a lasciare casa, mentre 200mila euro finanziano interventi urgenti di soccorso e superamento dell’emergenza. È stata prevista anche l’ospitalità alberghiera e la possibilità di utilizzare strutture dell’ex Covid Residence presso l’Ospedale del Mare.
Sul fronte nazionale il Consiglio dei ministri ha varato nuove misure dopo gli eventi sismici del 31 luglio e del primo agosto, mentre il Governo ha ribadito che gli interventi nell’area si inseriscono in un programma pluriennale di riduzione del rischio. Il ministro della Protezione civile Nello Musumeci ha ricordato che alle risorse già impegnate ne saranno aggiunte altre.
La scossa che ha cambiato il quadro
A riaprire con forza l’emergenza è stato il terremoto del 31 luglio. L’Ingv ha registrato alle 19.46 una scossa di magnitudo Md 4,7, con magnitudo momento Mw 4,4, localizzata tra Pozzuoli e Quarto a circa tre chilometri di profondità. Nelle ore successive lo sciame ha prodotto decine di eventi, facendo partire controlli a tappeto sugli edifici e una nuova ondata di sgomberi.
Da allora il problema non è più soltanto la sequenza sismica. È diventato anche una questione abitativa ed economica. Molte famiglie attendono di sapere quando e se potranno rientrare nelle proprie case, mentre commercianti, albergatori e imprese denunciano pesanti conseguenze sulle attività. Lunedì Fico ha incontrato a Palazzo Santa Lucia una rappresentanza delle categorie produttive di Pozzuoli, sostenendo che le risposte debbano essere costruite insieme al territorio, ai Comuni e al Governo.
La prova politica per Fico
Il Consiglio straordinario si annuncia così come la prima vera prova politica regionale sulla gestione della nuova crisi flegrea. Il centrodestra vuole costringere la maggioranza a pronunciarsi con un voto sullo stato di emergenza e punta a trasformare la seduta in un confronto diretto sulle responsabilità e sui tempi degli interventi.
Per Fico il passaggio sarà altrettanto delicato. Difendere la richiesta di una legge speciale senza apparire contrario agli strumenti immediati dell’emergenza, mantenere il raccordo con il Governo Meloni e, soprattutto, dare risposte a oltre duemila persone costrette fuori casa. È su questo terreno che domani si misureranno i capigruppo.
La data del Consiglio non è ancora fissata. Ma il messaggio dell’opposizione è già chiaro: se servirà, l’Aula dovrà aprire anche il giorno di Ferragosto. Perché mentre nei Campi Flegrei proseguono verifiche, sgomberi e assistenza agli sfollati, la battaglia politica su come affrontare l’emergenza è ormai entrata a pieno titolo nel palazzo della Regione.