Salerno

“Non voglio aggiungere pressioni ulteriori, ma credo che possa essere davvero l’anno buono per i granata”. Giuseppe Raffaele non porta rancore. In una lunga intervista rilasciata a “Le Cronache”, l’ex allenatore della Salernitana racconta di essersi lasciato in buoni rapporti con il club dopo l’esonero dello scorso febbraio e strizza l’occhio alla Bersagliera: “Vedo un Bari in ritardo e con fisiologiche difficoltà post retrocessione, a Catania sono accadute cose che rischiano di compromettere la classifica ancor prima di cominciare. La Salernitana è nettamente favorita per la B diretta. La società non ha più tutti quei contratti onerosi di cui disfarsi, c’è una base solida che ha ben lavorato nei mesi precedenti e il club ha riconfermato Cosmi. Con una tifoseria del genere alle spalle nessun traguardo può essere precluso. A Salerno c’è una base di lavoro importante, abbinata a una presidenza facoltosa e a una tifoseria magnifica che dà sempre un grosso apporto alla causa. Inoltre non vedo schiacciasassi”.

“In testa per quindici giornate”

Raffaele ritorna poi sulla gestione della scorsa stagione: "Siamo stati in testa per 15 giornate, a tratti giocando anche un buon calcio. Sono fortemente convinto che l’ottimo lavoro svolto da tutte le componenti sia stato offuscato soltanto dalla presenza nel nostro girone di un avversario troppo più forte delle altre. Il Benevento, passo dopo passo, ha preso la vetta della classifica e ha fatto il vuoto, costringendo Salernitana e Catania a ridimensionare le proprie ambizioni. Con me non siamo mai scesi al di sotto del terzo posto e la classifica rispecchiava le potenzialità. Ci sono state difficoltà di cui forse si è parlato poco, ma penso che Salerno abbia apprezzato la mia professionalità e quella dedizione che ho dimostrato sin dal primo giorno”.

Il derby con la Cavese

Il tecnico è poi tornato sul diverbio con il ds Faggiano nel post-Cavese: “Episodio che è stato ingigantito. E’ vero, non posso negare il battibecco col direttore, ma sono cose che fanno parte del calcio soprattutto se si confrontano due persone che tengono tantissimo alla squadra per la quale lavorano. Lo ricordo bene il derby di Cava. Primo tempo dominato, ripresa in totale controllo prima della beffa scaturita da un grossolano errore arbitrale. Un torto che ci costò due punti, basta rivedere le immagini per rendersi conto che il direttore di gara ci penalizzò. Ma il confronto con Faggiano rientrò nella normalità di una stagione ricca di tensioni e di aspettative”.