Un drone russo ha colpito un treno passeggeri nella regione di Odessa, in Ucraina, uccidendo il macchinista e il suo assistente. A bordo viaggiavano 340 passeggeri, tra i quali 67 bambini: secondo le autorità ucraine sono stati evacuati e nessuno di loro è rimasto ferito. L’attacco, avvenuto nella mattinata del 13 agosto, ha centrato direttamente la locomotiva.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato Mosca di avere deliberatamente preso di mira un obiettivo civile. Secondo il leader ucraino, chi controllava il drone non poteva ignorare che si trattasse di un normale treno passeggeri. Una nuova denuncia che arriva mentre gli attacchi russi contro la rete ferroviaria ucraina continuano a intensificarsi.

Il drone contro la locomotiva

A fornire una prima ricostruzione è stato Oleksandr Pertsovskyi, presidente delle ferrovie statali Ukrzaliznytsia. Il velivolo impiegato sarebbe stato uno Shahed dotato di motore a reazione, una versione più veloce dei droni di progettazione iraniana utilizzati massicciamente dalla Russia dall’inizio dell’invasione su larga scala.

La minaccia era stata individuata poco prima dell’impatto e dalla centrale di monitoraggio era arrivato l’ordine di fermare il convoglio. Il treno stava entrando in una stazione proprio per consentire l’evacuazione in sicurezza dei viaggiatori quando il drone ha cambiato rapidamente traiettoria e si è abbattuto sulla locomotiva. Secondo Pertsovskyi, il macchinista e il suo assistente non hanno avuto il tempo necessario per arrestare completamente il mezzo e mettersi in salvo.

Le due vittime avevano 50 e 41 anni, secondo le informazioni diffuse dalla procura ucraina. Le immagini successive all’attacco mostrano la parte anteriore della locomotiva devastata dalle fiamme e dai danni provocati dall’impatto.

Evacuati 340 passeggeri

Terminata l’emergenza, tutti i passeggeri sono stati portati lontano dal convoglio. L’amministrazione militare regionale di Odessa ha riferito che per il trasferimento verso la città sono stati utilizzati dodici autobus, con ambulanze disposte lungo il percorso. Tra le 340 persone a bordo c’erano 67 bambini.

Il capo dell’amministrazione regionale, Oleh Kiper, ha confermato che i passeggeri non hanno riportato ferite. Un’altra ragazza di 18 anni è rimasta invece gravemente ferita nella regione di Odessa durante un attacco compiuto con un drone a reazione, ma le informazioni disponibili non collegano la giovane alle persone che si trovavano sul treno.

L’attacco si inserisce in una notte di nuovi raid russi sull’Ucraina. Secondo l’Aeronautica militare ucraina, Mosca ha lanciato 133 droni di diverso tipo e 111 sarebbero stati abbattuti o neutralizzati. Impatti sono stati registrati in quindici località.

I treni sempre più spesso nel mirino

Non è la prima volta che un convoglio passeggeri viene colpito. Alla fine di gennaio un drone russo aveva centrato un treno nella regione di Kharkiv, nell’Ucraina nord-orientale, provocando cinque morti. Anche in quell’occasione Zelensky aveva definito l’azione un attacco terroristico contro civili.

La rete ferroviaria riveste un ruolo cruciale dall’inizio della guerra, sia per gli spostamenti della popolazione sia per mantenere collegati territori sottoposti quotidianamente agli attacchi. Le ferrovie ucraine hanno progressivamente modificato le procedure di sicurezza, integrando il monitoraggio delle minacce aeree con fermate ed evacuazioni dei convogli quando un drone viene rilevato lungo il percorso.

L’impiego di Shahed a reazione aggiunge una nuova difficoltà. La maggiore velocità riduce infatti il tempo disponibile tra l’individuazione della minaccia e l’arrivo del drone sul bersaglio. È esattamente la dinamica indicata dai vertici delle ferrovie per spiegare perché, questa volta, i due uomini alla guida della locomotiva non siano riusciti ad abbandonare il convoglio.

La pressione su Odessa

Nelle stesse ore la regione meridionale è stata interessata da altri attacchi russi. Un raid ha colpito anche le infrastrutture portuali di Izmail, sul Danubio, provocando danni e interruzioni dell’energia elettrica. La Romania, Paese membro della Nato che confina con l’area, ha fatto decollare due caccia dopo il rilevamento di un oggetto aereo entrato temporaneamente nel proprio spazio nazionale.

L’attacco al treno riporta così al centro il tema della protezione delle infrastrutture civili e della capacità della difesa aerea ucraina di affrontare sistemi d’arma sempre più veloci. Nelle stesse ore Zelensky è tornato a chiedere agli Stati Uniti maggiori forniture di intercettori Patriot, sostenendo che le disponibilità attuali di Kiev non siano sufficienti per fronteggiare l’intensificazione degli attacchi russi.