Napoli

Sulla carta risultava un’attività fantasma, un ramo d'azienda inattivo da tempo e privo di qualunque registro d'esercizio. Nella realtà, tra le strade di Scampia, faceva muovere quintali di scarti speciali al di fuori di ogni tracciabilità e norma di tutela ambientale. È quanto hanno portato alla luce i Carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) insieme ai militari della Compagnia Napoli-Stella, nell'ambito di un'operazione mirata al contrasto dei reati ambientali e del traffico illecito di rifiuti nell'area metropolitana partenopea.

Il blitz dell'Arma: 115 metri cubi di scarti e un'area di 800 mq sequestrata

L'ispezione delle forze dell'ordine ha fatto scattare i sigilli in un impianto di circa 800 metri quadrati, completamente sprovvisto di autorizzazioni ambientali. All'interno della struttura, trasformata in un centro di stoccaggio clandestino, i Carabinieri hanno rinvenuto circa 115 metri cubi di rifiuti speciali, tra cui rottami ferrosi di varia natura accumulati senza misure di isolamento e RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), altamente inquinanti se non trattati secondo i protocolli stabiliti dalla legge. L'intera area, insieme al materiale stoccato, è stata sottoposta a sequestro preventivo e affidata a un custode giudiziale in attesa delle disposizioni della Magistratura.

La denuncia dell'imprenditore: l'ombra della gestione illecita

A finire nei guai è stato il gestore del sito, un imprenditore napoletano di 39 anni. L'uomo è stato denunciato a piede libero e dovrà rispondere dinnanzi all'Autorità Giudiziaria delle accuse di gestione illecita di rifiuti (art. 256 del D.Lgs. 152/2006)