Doveva essere un intervento di soccorso per tentare di salvare un lavoratore. Si è trasformato in una seconda tragedia. Due persone sono morte al depuratore di San Vito Lo Capo, nel Trapanese, dopo essere state esposte alle esalazioni provenienti dall'impianto. Le vittime sono Davide Anselmo, operaio impegnato nella struttura, e Francesco Bulgarella, operatore del 118 intervenuto per soccorrerlo.
La dinamica esatta dell'incidente è ora al centro degli accertamenti. Sul posto sono arrivati i carabinieri, che hanno avviato le indagini, insieme agli ispettori dello Spresal dell'Azienda sanitaria provinciale, chiamati a ricostruire le condizioni nelle quali si è verificato il doppio decesso e a verificare il rispetto delle misure di sicurezza.
Il malore dell'operaio
Secondo la prima ricostruzione, Davide Anselmo si trovava all'interno dell'impianto di depurazione quando avrebbe respirato le esalazioni sprigionate nella struttura. L'uomo si è sentito male e sono stati immediatamente richiesti i soccorsi.
Quando l'equipaggio del 118 è arrivato sul posto, le condizioni dell'operaio erano già gravissime. I sanitari hanno iniziato le manovre di rianimazione nel tentativo di salvarlo.
È in quei momenti che la situazione ha assunto contorni ancora più drammatici.
Il soccorritore colpito durante la rianimazione
Francesco Bulgarella, impegnato nel massaggio cardiaco sull'operaio, ha improvvisamente accusato a sua volta un malore. Anche lui sarebbe rimasto esposto alle esalazioni presenti nell'area in cui si stavano svolgendo le operazioni di soccorso.
Per entrambi i tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili. Una sequenza avvenuta nell'arco di pochi minuti: prima il lavoratore impegnato nell'impianto, poi uno degli uomini arrivati per cercare di salvargli la vita.
La morte del soccorritore apre inevitabilmente un ulteriore fronte negli accertamenti, perché sarà necessario stabilire quale sostanza fosse presente nell'ambiente, in quale concentrazione e come abbia potuto provocare conseguenze tanto rapide anche su chi era intervenuto dall'esterno.
Le indagini sulle esalazioni
L'area interessata è ora al centro delle verifiche degli investigatori e dei tecnici. I carabinieri stanno ricostruendo le diverse fasi dell'incidente, mentre gli ispettori dello Spresal dovranno approfondire gli aspetti legati alla sicurezza sul lavoro e alle condizioni dell'impianto.
Tra gli elementi da chiarire ci sono la natura delle esalazioni, la loro origine e le condizioni ambientali presenti nel punto in cui Anselmo ha perso conoscenza e dove successivamente Bulgarella ha tentato di rianimarlo.
Soltanto gli accertamenti tecnici potranno definire con precisione la causa delle due morti e stabilire eventuali responsabilità. In questa fase, quindi, le ipotesi sulla natura dei gas e sulla dinamica definitiva dell'incidente restano subordinate agli esiti delle indagini.
Una tragedia che unisce lavoro e soccorso
Il dramma di San Vito Lo Capo assume un carattere particolarmente doloroso perché alla morte di un lavoratore si è aggiunta quella di un uomo impegnato a salvarlo. Due attività diverse, il lavoro nell'impianto e l'intervento sanitario d'emergenza, finite nello stesso luogo e nello stesso arco di tempo in una tragedia sulla quale adesso sarà necessario fare piena luce.
Le indagini dovranno ricostruire non soltanto ciò che è accaduto prima del malore di Davide Anselmo, ma anche le condizioni nelle quali i sanitari del 118 sono entrati nell'area per prestare soccorso.