Un drone straniero è entrato nello spazio aereo della Lettonia ed è stato abbattuto da Eurofighter italiani impegnati nella missione di sorveglianza aerea della Nato. L’episodio si è verificato nelle prime ore di venerdì 14 agosto e ha fatto scattare un allarme nelle regioni orientali del Paese baltico, quelle più vicine al confine con la Russia.
A confermare il coinvolgimento italiano sono state le autorità militari lettoni, secondo quanto riferito dalla Deutsche Presse-Agentur. I caccia dell’Aeronautica Militare si sono alzati in volo dalla base di Šiauliai, in Lituania, hanno intercettato il velivolo senza pilota e lo hanno distrutto. Dopo l’abbattimento, le forze armate lettoni hanno revocato l’allarme aereo.
L’allarme nelle regioni orientali
Prima dell’intervento dei caccia, alla popolazione era stato chiesto di restare al riparo e di evitare di esporsi all’aperto. L’incursione ha interessato l’area orientale della Lettonia, con particolare attenzione alla regione di Balvi, non lontano dal confine russo. Le autorità hanno inoltre invitato i residenti a non avvicinarsi a eventuali frammenti del drone caduti a terra.
L’origine dell’apparecchio, al momento, non è stata ufficialmente accertata. Reuters riferisce che le forze armate lettoni non hanno fornito indicazioni sul modello né sul Paese di provenienza. Secondo altre comunicazioni militari riportate dalla stampa tedesca, il drone sarebbe entrato nello spazio aereo lettone in conseguenza dell’attività di guerra elettronica russa. Questo elemento alimenta l’ipotesi che possa trattarsi di un velivolo ucraino deviato dalla propria rotta, ma non costituisce ancora una conferma della sua origine.
Nelle stesse ore, le autorità russe hanno riferito di aver intercettato quindici droni nella regione di Leningrado, mentre un attacco ucraino ha provocato un incendio nel porto di Ust-Luga, uno dei principali terminal energetici russi sul Mar Baltico. Non è stato però stabilito un collegamento diretto tra quell’offensiva e il drone abbattuto sopra la Lettonia.
La missione italiana nei cieli del Baltico
Gli Eurofighter protagonisti dell’intervento fanno parte della Task Force Air “Baltic Thunder III”, schierata a Šiauliai. L’Italia ha assunto alla fine di luglio la guida della nuova rotazione della Nato Baltic Air Policing, la missione permanente con cui l’Alleanza protegge lo spazio aereo di Estonia, Lettonia e Lituania, Paesi che non dispongono autonomamente di una forza da caccia sufficiente a garantire una sorveglianza continua.
Il contingente italiano era già entrato in azione il 3 agosto. Due Eurofighter erano decollati su ordine del Combined Air Operations Centre di Uedem, in Germania, per identificare e scortare due velivoli militari russi che stavano volando nello spazio aereo internazionale sopra il Baltico. Quella era stata la prima missione operativa della nuova rotazione italiana.
L’abbattimento del drone segna quindi un passaggio ulteriore. Non più soltanto identificazione e accompagnamento di un velivolo, ma la neutralizzazione di una minaccia penetrata nello spazio aereo di un Paese alleato.
Il Baltico sempre più esposto alla guerra dei droni
L’incidente del 14 agosto non è isolato. Negli ultimi mesi Lettonia, Estonia, Lituania e Finlandia hanno registrato numerosi allarmi e sconfinamenti legati ai droni impiegati nella guerra tra Russia e Ucraina. In diversi casi, velivoli ucraini diretti contro obiettivi in territorio russo sono finiti fuori rotta, secondo le autorità regionali anche a causa delle attività russe di disturbo e manipolazione dei sistemi di navigazione satellitare.
L’8 giugno era già toccato alla Lettonia. Un Rafale francese della missione Nato aveva abbattuto un drone entrato nel Paese dalla Russia, in quella che era stata una delle prime risposte armate dell’Alleanza a questo tipo di incursione nei cieli lettoni. Il 19 maggio, invece, un caccia rumeno aveva distrutto sopra l’Estonia un drone identificato come ucraino.
La successione degli episodi sta trasformando il Baltico in uno dei settori più delicati del fianco orientale dell’Alleanza. La Nato ha rafforzato negli ultimi anni la propria difesa aerea e, con l’attività Eastern Sentry, ha aumentato caccia, sistemi radar e capacità di difesa antiaerea lungo la frontiera orientale. Il Baltic Air Policing resta operativo ventiquattro ore al giorno, con equipaggi pronti al decollo in pochi minuti in caso di violazione o minaccia.
Una tensione che cresce sul fianco est
Solo due giorni prima dell’abbattimento in Lettonia, il Consiglio Nord Atlantico aveva discusso le recenti violazioni dello spazio aereo in Polonia e Romania e altri incidenti con droni. Gli alleati hanno attribuito alla Russia la responsabilità delle violazioni esaminate e ribadito la volontà di rafforzare ulteriormente le difese dal Baltico al Mar Nero.
Il caso lettone mostra quanto sottile sia diventato il confine tra la guerra combattuta in Ucraina e lo spazio territoriale dei Paesi Nato. Un drone fuori rotta, un sistema di navigazione disturbato o una traiettoria modificata dalla guerra elettronica possono trasformarsi nel giro di pochi minuti in un’emergenza militare per l’intera Alleanza. Questa volta a intervenire sono stati i caccia italiani.