Segnalazioni a catena, acque dal colore verde scuro, schiume persistenti e un odore che ha fatto temere il peggio ai bagnanti a metà agosto. A fare chiarezza sulla situazione del mare lungo il litorale domitio-flegreo è l’Arpa Campania, intervenuta su richiesta d’urgenza della Guardia Costiera nei comuni di Giugliano e Pozzuoli. I risultati dei campionamenti straordinari escludono sia la presenza di alghe tossiche sia la contaminazione da scarichi fognari abusivi, riconducendo il fenomeno a fattori meteo-climatici e biologici.
I controlli della Guardia Costiera e i rilievi Arpac
Il piano di verifiche extra-calendario è scattato in tre tratti strategici della costa: a Marina di Varcaturo, Pineta di Licola sud - via Squalo e Stazione Marina di Licola. All’arrivo dei tecnici dell’agenzia ambientale, il mare si presentava senza evidenti alterazioni visive macroscopiche, seppur con una marcata tonalità verde scuro. Le analisi microbiologiche di laboratorio si sono concentrate su due parametri chiave della contaminazione fecale: escherichia coli ed enterococchi intestinali. Entrambi i valori sono risultati pienamente conformi ai limiti di legge. Parallelamente, gli esami sul fitoplancton hanno isolato soltanto i residui di una fioritura algale in fase di remissione, senza alcuna traccia di specie nocive per la salute umana.
Perché il mare diventa verde e schiumoso? Il peso del meteo
I fenomeni avvistati dai bagnanti spesso scambiati per inquinamento fognario a causa del colore marrone dei muchi e delle esalazioni sgradevoli sono legati a una combinazione di fattori ambientali tipici delle stagioni calde: l'ondata di calore prolungata e la scarsità di piogge alzano la temperatura dell'acqua, accelerando la proliferazione algale. Inoltre il rallentamento delle brezze pomeridiane riduce il ricambio naturale delle correnti sottocosta mentre la decomposizione naturale delle microalghe genera sostanze organiche che, agitate dal moto ondoso, creano schiume visibili in superficie.
Prevenzione e norme di cautela: come funziona il divieto di balneazione
Nonostante l'esito negativo dei rilievi Arpac, l'agenzia ha ricordato l'iter normativo a tutela della salute pubblica. In presenza di anomalie evidenti o segnalazioni di rischio percettivo, i Sindaci e le autorità marittime hanno il potere di applicare divieti di balneazione cautelativi o raccomandazioni di non tuffarsi. Trattandosi di analisi biologiche che richiedono dalle 24 alle 48 ore per l'esito dei coltivi di laboratorio, tali ordinanze preventive rappresentano uno strumento di massima salvaguardia in attesa del responso definitivo dei tecnici.