Benevento

Sono le 7 e per fortuna non fa ancora caldo. Faccio parte del gruppone dei milioni di italiani che sono rimasti a casa: per scelta, per l'impossibilità di muoversi, fate voi. No ho dunque foto e video di luoghi più o meno esotici da esibire. Sono in giro, le abitudini sono dure a morire. In tanti camminano o corrono, alcuni hanno la pancia pronunciata come la mia e l'espressione di chi continua a chiedersi perchè si stia sottoponendo alla tortura del fiatone.

Due ragazzi non ce la fanno più e si fermano per un attimo: per baciarsi. Tenerezza. Flash di un ferragosto a Benevento, dove, grazie al cielo, alcuni bar sono aperti e offrono la possibilità di bere un caffè. In chiesa il sacerdote chiede un aiuto per una parrocchia che fa da mensa in un centro dei Campi Flegrei. Il bradisismo fa paura, lui sostiene che la situazione sia molto più seria di quella fin qui raccontata. Gira e rigira è sempre un problema di informazione. Termine, quest'ultimo, che in questo momento va forte perchè rappresenta la palestra nella quale possono allenare le loro capacità le mezze tacche che da 30 anni intossicano con la propaganda l'opinione pubblica.

Il caso Ranucci (vittima di un attentato) - Lavitola interroga il modo di relazionarsi dei giornalisti. Non vado oltre, non punto ad ammorbarvi né ho intenzione di propinarvi una lezioncina di stampo moralistico. Chi ha la pazienza di leggere da sempre le mie scombiccherate divagazioni sa che non sopporto tutto ciò che puzza di moralismo e di tribunale del popolo, né i personaggi che si autoinvestono, non si capisce sulla scorta di quale autorevolezza e credibilità, della missione di redimere l'umanità peccatrice. Rosaria Capacchione ha dichiarato in queste ore che «costruire “eroi” è stato un male per il giornalismo». Da cronista di periferia lo sostengo da sempre, ma poco importa. Ciò che conta è che stia iniziando un percorso di consapevolezza sulle conseguenze di un certo protagonismo.

Torniamo al ferragosto, è meglio. Meglio proiettarsi all'ora di pranzo – d'accordo, mi vergogno un po'-, magari prepareranno qualche prelibatezza in grado di allentare la noia. Faccio una visita al cimitero, ai miei genitori. Ho bisogno di questi pochi minuti che trascorro guardando le loro foto. La fissità delle due immagini è dolorosa, il loro ricordo straordinario. Abbozzo un sorriso stracarico di nostalgia, chissà se mi vedono: buon ferragosto anche a loro.