Sant'Angelo a Cupolo

Via Capasso Torre, alla frazione Pastene di Sant'Angelo a Cupolo, è immersa nel silenzio. L'orologio non segna neanche le 15, la gente ha già pranzato o continua a farlo. Diamine, è Ferragosto, normale prendersela con calma. Nessuno immagina ciò che sta per accadere in quella villetta costruita di fronte ad una cappella privata, abbandonata, che qualcuno ha dedicato a San Giuseppe.

In quella casa vivono Faustino e Maria, entrambi 76enni. Sono in pensione, lui ha lavorato per un'azienda di Ponte Valentino, lei come dipendente delle Poste presso un ufficio al rione Libertà. Un rapporto sul quale non si sono mai addensate, spiegano coloro che li conoscono, le nubi create da possibili contrasti.

E allora, perchè? Cosa spinge Faustino ad impugnare un coltello da cucina e a colpire più volte, al collo ed alle braccia, Maria, la mamma dei suoi due figli? Forse una lite, chissà. Se davvero si è verificata, la ragione che l'ha scatenata deve essere apparsa improvvisamente insopportabile per Faustino, che da qualche settimana sembra non attraversasse un buon momento.

Il nastro rosso che delimita il perimetro dell'abitazione è il segno della tragedia. Ecco i carabinieri, il pm Maria Colucci, il medico legale Emilio D'Oro. La scena è terribile, per Maria non c'è più nulla da fare, ma non per il marito che, evidentemente disperato, ha cercato di farla finita. Lo soccorrono, al San Pio arriva in codice rosso, lo operano. E' in stato di arresto, è piantonato.

Cronaca triste di un pomeriggio afoso, di un maledetto Ferragosto nel quale è stato versato anccora, purtroppo, il sangue di una donna.