Hayden Panettiere era arrivata in South Carolina appena un giorno prima della morte. Con lei, secondo le ricostruzioni pubblicate nelle ore successive al decesso, c'era Brian Hickerson, l'uomo con il quale l'attrice aveva avuto una lunga e tormentata relazione. È uno degli elementi su cui si concentra l'attenzione mentre proseguono gli accertamenti sulla scomparsa della protagonista di Heroes e Nashville, trovata priva di sensi domenica 16 agosto a Greenville. Al momento, però, non ci sono elementi che colleghino la presenza dell'uomo alla morte dell'attrice.

La certezza, per ora, è che la causa del decesso non è stata stabilita. L'autopsia eseguita dal Greenville County Coroner's Office non ha evidenziato segni di trauma che possano aver contribuito alla morte. Anche la polizia ha precisato che dalle verifiche preliminari non sono emersi indizi di un atto criminale o altre circostanze considerate sospette. Gli approfondimenti medico-legali, compresi gli esami necessari a chiarire causa e modalità del decesso, sono ancora in corso.

La chiamata ai soccorsi e i tentativi di rianimazione

La cronologia ufficiale permette di correggere uno dei particolari circolati nelle prime ore. Gli agenti del Greenville Police Department sono intervenuti intorno alle 13.51 del 16 agosto dopo la segnalazione di una donna priva di sensi. Sul posto i sanitari hanno tentato di rianimarla, senza riuscirci. Hayden Panettiere è stata dichiarata morta alle 14.32. Aveva 36 anni e ne avrebbe compiuti 37 il 21 agosto.

La polizia ha riferito che la chiamata al 911 è stata effettuata da una persona indicata soltanto come una conoscenza dell'attrice. L'identità di chi ha chiesto l'intervento dei soccorsi non è stata resa pubblica e non è stato accertato che si trattasse di Brian Hickerson. È quindi necessario distinguere quanto confermato dagli investigatori dalle ricostruzioni emerse successivamente sulla presenza dell'uomo in South Carolina.

Il riferimento a overdose e arresto cardiaco

A rendere ancora più delicato il quadro sono le comunicazioni radio dei soccorsi relative all'intervento. Nelle registrazioni vengono utilizzati i termini “overdose” e “arresto cardiaco”. Si tratta tuttavia di indicazioni operative emerse durante l'emergenza, non della causa ufficiale della morte. L'esito definitivo dipenderà dagli accertamenti del coroner e dagli ulteriori esami già disposti.

Proprio per questo, allo stato attuale, parlare di overdose come causa accertata sarebbe prematuro. L'autopsia ha escluso la presenza di traumi evidenti, ma non ha ancora fornito una risposta conclusiva su ciò che abbia provocato il decesso. L'indagine del Greenville Police Department, condotta insieme al Greenville County Coroner's Office, resta aperta.

Il viaggio con Brian Hickerson

Secondo quanto ricostruito da fonti vicine all'attrice, Panettiere e Hickerson avrebbero viaggiato insieme da Los Angeles verso il South Carolina sabato 15 agosto, il giorno precedente alla morte. Hickerson è originario dello Stato e ha legami familiari nella zona. La circostanza del viaggio è stata riportata dalla stampa americana, ma non compare tra gli elementi indicati dalla polizia come sospetti.

La loro relazione aveva attraversato negli anni momenti particolarmente difficili. I due si erano conosciuti nel 2018 e il rapporto era stato segnato da episodi di violenza domestica. Nel 2021 Hickerson era stato condannato a una pena detentiva dopo aver contestato in tribunale accuse relative alle aggressioni. Negli ultimi mesi aveva parlato pubblicamente di quella stagione, ammettendo proprie responsabilità e descrivendo il rapporto con l'attrice come ormai diverso rispetto al passato.

Gli ultimi anni e una vita raccontata senza nascondersi

Negli ultimi anni Hayden Panettiere aveva affrontato pubblicamente alcuni dei passaggi più dolorosi della propria vita, dalla depressione post partum alla dipendenza da alcol e oppioidi. Nel 2026 aveva raccontato quelle esperienze nel memoir This Is Me: A Reckoning, tornando anche sul rapporto con Hickerson e sulle violenze subite.

La sua morte ha interrotto una carriera iniziata quando era ancora bambina e diventata internazionale grazie soprattutto al ruolo di Claire Bennet in Heroes e a quello di Juliette Barnes in Nashville, interpretazione che le aveva procurato due candidature ai Golden Globe. Era tornata anche nella saga cinematografica di Scream e aveva continuato a lavorare negli ultimi anni.

Ora l'attenzione resta concentrata sugli esami medico-legali. Finché non saranno completati, l'unico dato ufficiale è che sul corpo non sono stati individuati traumi e che gli investigatori non hanno trovato, nella fase preliminare, elementi riconducibili a un omicidio. Tutto il resto, compreso il riferimento a una possibile overdose, resta un'ipotesi da verificare.