Nuovo scontro frontale tra Donald Trump e la stampa americana. Questa volta nel mirino del presidente degli Stati Uniti è finita Kristen Holmes, senior White House correspondent della Cnn, ripetutamente invitata a «stare zitta» durante un incontro con i giornalisti nello Studio Ovale. Poche ore dopo, la polemica si è spostata sui social, dove un account ufficiale della Casa Bianca ha attaccato personalmente la reporter arrivando a chiamare in causa anche i suoi figli. La Cnn ha reagito con una presa di posizione netta, definendo gli attacchi incompatibili con i principi di una stampa libera.

L'episodio è avvenuto lunedì 17 agosto, mentre Trump riceveva alla Casa Bianca Ryder Williams, il sedicenne bagnino diventato noto per aver salvato in mare il piccolo Nathaniel Rai. Quando l'incontro è stato aperto alle domande dei cronisti, il clima si è rapidamente acceso.

«Sei rumorosa, stai zitta»

Lo scontro più duro è arrivato quando Holmes ha cercato di chiedere al presidente se il leader nordcoreano Kim Jong Un gli avesse domandato di ridurre le esercitazioni militari con la Corea del Sud. Trump l'ha interrotta più volte, accusandola di essere irrispettosa davanti agli ospiti presenti nello Studio Ovale.

Dopo averle chiesto per quale testata lavorasse, alla risposta «Cnn» il presidente ha replicato accusando l'emittente di diffondere «fake news». Poi ha definito Holmes una persona «rumorosa e turbolenta» e le ha intimato nuovamente di tacere, sostenendo che fosse una «falsa reporter».

La ricostruzione consente però di distinguere due momenti della stessa conferenza stampa. Prima dello scontro sulla Corea del Nord, Holmes aveva posto a Trump un'altra domanda, questa volta sulle dichiarazioni del senatore democratico della Georgia Jon Ossoff, che durante un comizio aveva criticato il presidente citando anche la sua assistente Natalie Harp. È soprattutto questa domanda ad aver provocato la successiva offensiva social della Casa Bianca.

La domanda su Natalie Harp e l'attacco della Casa Bianca

Durante un intervento elettorale ad Atlanta, Ossoff aveva accusato Trump di essere più interessato alle proprie attività e alla propria cerchia personale che ai doveri presidenziali, facendo esplicito riferimento a Natalie Harp, assistente esecutiva del presidente e figura molto presente al suo fianco. Holmes ha chiesto a Trump una reazione a quelle parole. Il presidente ha risposto attaccando il senatore democratico, senza entrare nel merito delle insinuazioni.

A quel punto è intervenuto Rapid Response 47, account legato alla comunicazione della Casa Bianca, che ha accusato la giornalista di aver approfittato di un evento dedicato al giovane bagnino per rivolgere al presidente quella che l'amministrazione ha definito una domanda offensiva e un «colpo basso». Il messaggio ha poi assunto toni personali, definendo Holmes un imbarazzo per la professione giornalistica.

Un secondo intervento è andato ancora oltre, chiamando direttamente in causa la famiglia della reporter. L'account della Casa Bianca ha sostenuto che un giorno i figli di Holmes avrebbero potuto imbattersi nella domanda formulata dalla madre e sentirsi «disgustati e imbarazzati». Un passaggio che ha trasformato lo scontro politico e mediatico in un caso sulla condotta della comunicazione istituzionale.

La Cnn: «Attacchi personali indegni della carica»

La risposta della Cnn è arrivata con una nota a sostegno della propria corrispondente. L'emittente ha definito Kristen Holmes una delle giornaliste più rispettate ed esperte tra quelle che seguono la Casa Bianca e ha sottolineato che la reporter stava semplicemente svolgendo il proprio lavoro, ponendo al presidente una domanda considerata rilevante e di interesse pubblico.

La rete ha riconosciuto ai rappresentanti delle istituzioni il diritto di contestare informazioni o ricostruzioni che ritengono errate, ma ha tracciato una linea netta sugli attacchi personali contro i giornalisti. Secondo la Cnn, colpire una cronista per le domande che pone è «beneath the office», espressione traducibile come «indegno della carica», oltre che incompatibile con i principi fondamentali della libertà di stampa. «Sosteniamo pienamente Kristen e respingiamo questi attacchi con la massima fermezza», ha concluso l'emittente.

Un rapporto da tempo segnato dallo scontro

L'episodio si inserisce nel confronto ormai strutturale tra Trump e una parte dei media statunitensi. La Cnn, in particolare, è stata più volte bersaglio delle accuse di «fake news» lanciate dal presidente, che anche nel suo secondo mandato ha mantenuto un rapporto fortemente conflittuale con diversi giornalisti accreditati alla Casa Bianca.

Questa volta, però, la polemica è stata alimentata non soltanto dalle parole pronunciate dal presidente davanti alle telecamere, ma anche dalla reazione di un canale ufficiale dell'amministrazione. È proprio il riferimento ai figli della giornalista ad aver fatto crescere il caso oltre il consueto scontro tra un presidente e una testata critica.

La vicenda arriva inoltre mentre Jon Ossoff è impegnato nella campagna per la rielezione al Senato in Georgia, uno degli Stati politicamente più contesi del Paese. Le sue critiche a Trump e alla cerchia presidenziale sono quindi destinate a intrecciarsi sempre più con la battaglia politica in vista del voto di novembre.