Avellino

Il successo per i numeri del Ferragosto e in particolar modo del concertone, dall'altra parte le polemiche, soprattutto social, su qualche disservizio palesato dai cittadini e da chi era presente all'evento come l'assenza di maxischermi nell'area, la distanza per parte del pubblico dal palco e l'acustica: l'assessore alla Cultura e agli eventi al Comune di Avellino, Luca Cipriano, rimarca gli aspetti positivi e allo stesso tempo e apre a un confronto nell'ottica 2027 per il Ferragosto e di altri eventi nel centro cittadino, ma non solo. "Abbiamo registrato uno degli eventi estivi di Ferragosto più affollati di sempre. Lo dicono i numeri, lo dicono le fotografie e le immagini e, devo dire, lo dicono anche i commercianti. Ho incontrato numerosi esercenti del corso e mi hanno raccontato di un incasso record, quantomeno per la zona del centro città. Sono dati importanti da tenere presenti. - ha affermato Cipriano - Ovviamente tutto è migliorabile. Siamo disponibilissimi a lavorare per implementare i servizi, l'accoglienza e tutto quello che occorre. Ci sono però vincoli stabiliti dalla legge: eventi di questa portata si svolgono sotto la regia e il coordinamento delle forze dell'ordine, della Questura, della Prefettura, delle forze dell'ordine in primis, che ringraziamo per aver lavorato strenuamente per garantire un evento importante. Ventimila persone nel centro città sono numeri assolutamente rilevanti".

"Cambiare location significa anche cambiare la tradizione"

"Immaginare il concertone in un'altra area, distante dal centro cittadino? Siamo apertissimi a ogni tipo di discussione. Il Ferragosto avellinese e il concertone viene strutturato nel centro della città da 40 anni. C'è volontà di interrompere questa tradizione? C'è volontà di interrompere questo rito? Se ne può discutere anche perché le grandi città organizzano eventi lontano dal centro. Prendo l'esempio del concerto di Ultimo a Roma, a Tor Vergata: c'è questa tendenza. Questo, però, comporta delle scelte, perché allontanare dal centro città l'evento clou, con 15-20mila persone, significa non dare, ad esempio, a tutte le attività commerciali un'occasione di incontro e di vendita dei propri prodotti. Siamo quindi apertissimi a ogni tipo di ragionamento e a ogni tipo di miglioramento che si potrà fare in futuro, in accordo con le forze dell'ordine, per organizzare meglio gli eventi. Capiamo e discutiamo. Se si vuole interrompere il rito del concertone nel centro cittadino, saranno gli avellinesi a dircelo e noi, ovviamente, valuteremo. Siamo disponibili a trovare le soluzioni migliori".

"Campo Genova? Era e resta un parcheggio"

La Smile Arena? Non ritengo che oggi Avellino abbia spazi alternativi per ospitare un grande evento. Campo Genova era e rimane un parcheggio nel nulla e non sono queste le location che possono ospitare eventi. - ha aggiunto l'assessore alla Cultura - Se dobbiamo immaginare di dislocare i grandi concerti dal centro città in un'area limitrofa, bisogna costruire accoglienza, realizzare aree di parcheggio, investire e individuare progetti. Oggi noi ereditiamo il nulla, quindi non c'è nessuno spazio in grado di ospitare in maniera dignitosa grandi concerti fuori dal centro della città. È forse anche il motivo per cui i grandi concerti non inseriscono Avellino da sempre nel proprio circuito. Se si vuole fare questo, bisogna guardare al nuovo stadio, a un palazzetto ristrutturato, a delle arene all'aperto che abbiano però accoglienza, servizi, aree parcheggio e aree di ristorazione. Altrimenti si continua a improvvisare e noi non abbiamo intenzione di farlo".