La terra è tornata a tremare con forza sull’isola di Flores, nell’Indonesia orientale, dove la popolazione vive da giorni in una condizione di allerta quasi continua. Una nuova scossa di magnitudo 5.9 è stata registrata giovedì 20 agosto alle 10.47 locali, le 4.47 in Italia, nella regione di Flores. Secondo l’European-Mediterranean Seismological Centre, il terremoto ha avuto una profondità di circa 10 chilometri. I primi rilevamenti hanno collocato l’evento nell’area di Pota, nella provincia di Nusa Tenggara Orientale. Nelle prime ore successive alla scossa non era ancora disponibile un bilancio ufficiale di eventuali nuovi danni o vittime direttamente collegati all’evento.
Un’isola ancora ferita dal terremoto del 15 agosto
La nuova scossa arriva appena cinque giorni dopo il violento terremoto di magnitudo 7.7 che il 15 agosto ha investito Flores, provocando crolli, frane e l’evacuazione di migliaia di persone. Il sisma principale, anch’esso molto superficiale, aveva fatto scattare un’allerta tsunami successivamente revocata, mentre piccole onde erano state osservate lungo alcuni tratti della costa.
Il bilancio del disastro ha continuato ad aggravarsi con il passare delle ore. Alla vigilia della nuova scossa, le informazioni raccolte sul posto indicavano almeno 71 morti, quasi 1.200 feriti e oltre 59mila sfollati. Più di 11mila abitazioni e numerosi edifici pubblici, tra scuole, strutture sanitarie e luoghi di culto, risultavano danneggiati. Molte famiglie continuavano a dormire all’aperto o in sistemazioni provvisorie, anche per il timore di nuovi cedimenti.
Migliaia di scosse di assestamento
Il terremoto di magnitudo 5.9 si inserisce in una sequenza sismica eccezionalmente intensa. La BMKG, l’Agenzia indonesiana per la meteorologia, climatologia e geofisica, ha riferito che alle 6 del mattino, ora di Giacarta, del 20 agosto erano già state registrate 3.422 scosse successive al terremoto principale. La più forte aveva raggiunto magnitudo 6.2.
Nelle stesse ore un altro forte evento, valutato dalla BMKG in magnitudo 5.8, era stato localizzato nell’entroterra di Flores, circa 34 chilometri a nord-est di Ruteng, sempre a una profondità di 10 chilometri. Per quella scossa i modelli dell’agenzia indonesiana avevano escluso il rischio tsunami. Il susseguirsi di eventi distinti a poche ore di distanza spiega la forte preoccupazione nelle comunità già colpite dal sisma del 15 agosto.
La faglia sotto Flores
L’area appartiene a uno dei settori geologicamente più attivi dell’arcipelago indonesiano. Secondo la BMKG, gran parte della sequenza è collegata alla complessa struttura tettonica conosciuta come Flores Back-Arc Thrust, una zona nella quale le placche e i blocchi crostali accumulano e rilasciano forti tensioni.
A rendere particolarmente avvertibili le scosse è anche la ridotta profondità degli ipocentri. Quando l’energia viene liberata a pochi chilometri dalla superficie, le onde sismiche possono produrre scuotimenti intensi nelle aree vicine anche con magnitudo inferiori rispetto al terremoto principale. Le autorità continuano per questo a raccomandare agli abitanti di non rientrare negli edifici già lesionati senza verifiche di sicurezza e di seguire soltanto le comunicazioni ufficiali.
L’allerta resta alta
Il monitoraggio proseguirà senza interruzioni. Gli esperti indonesiani hanno osservato un progressivo calo dell’attività delle repliche, ma stimano che la fase di assestamento possa protrarsi ancora per diverse settimane. Si tratta di una tendenza statistica e non di una previsione: non è possibile stabilire in anticipo quando avverrà una nuova scossa né quale sarà la sua magnitudo.
Per Flores, dunque, l’emergenza non è ancora chiusa. Alla ricostruzione degli edifici, al sostegno agli sfollati e alla distribuzione degli aiuti si aggiunge una nuova sfida, quella di una popolazione costretta a convivere con una terra che continua a muoversi e con il timore che una delle tante repliche possa provocare ulteriori danni nelle strutture già indebolite.