L’accusa approda sul terreno politico e chiama direttamente in causa i vertici della Rai. La deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli, vicepresidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, interviene sul caso sollevato dalla giornalista Angela Camuso, che sulle pagine de Il Tempo ha raccontato di aver ricevuto avances non richieste da Sigfrido Ranucci nel contesto di contatti professionali legati a una possibile collaborazione con Report.

Si tratta, allo stato, delle dichiarazioni e delle accuse formulate da Camuso, non di fatti accertati in sede giudiziaria. La giornalista sostiene che, dopo essersi rivolta al conduttore per una possibilità lavorativa, avrebbe ricevuto messaggi, vocali, complimenti personali e inviti serali che avrebbe percepito come inappropriati rispetto alla natura professionale del rapporto.

Montaruli chiede l’intervento della Rai

Per Montaruli il quadro descritto dalla giornalista è «gravissimo» e richiede una risposta dell’azienda di servizio pubblico. La parlamentare di FdI chiede ai vertici Rai di fare chiarezza e di avviare «ogni verifica necessaria» sui comportamenti attribuiti al conduttore.

Nella sua presa di posizione, la vicepresidente della Vigilanza sostiene che le dichiarazioni di Camuso non possano essere considerate isolatamente e richiama anche alcuni passaggi del libro autobiografico di Ranucci, La scelta, pubblicato nel 2024. Quelle pagine, già finite nelle scorse settimane al centro di polemiche giornalistiche, contengono racconti dello stesso autore relativi a relazioni personali nate all’interno o ai margini del suo ambiente professionale.

È su questo punto che Montaruli costruisce la propria contestazione politica. Secondo la deputata, la Rai non potrebbe ignorare eventuali situazioni nelle quali una posizione professionale di maggiore forza si intrecci con rapporti personali, soprattutto quando dall’altra parte si trovano persone alla ricerca di un’opportunità di lavoro.

La denuncia di Angela Camuso

Nel racconto pubblicato il 20 agosto, Angela Camuso riferisce di essersi rivolta a Ranucci con l’obiettivo di lavorare a Report. La giornalista sostiene di aver conservato messaggi scritti e vocali ricevuti dal conduttore e interpreta una parte di quelle comunicazioni come avances estranee al contesto di un colloquio professionale.

La vicenda riguarda persone che si conoscevano anche professionalmente. Il 16 giugno scorso Camuso aveva moderato a Roma un incontro pubblico della rassegna “Schermi di Piombo” al quale aveva partecipato lo stesso Ranucci, insieme ad altri ospiti.

Nelle fonti consultate nella mattinata del 20 agosto non emerge ancora una replica pubblica specifica di Ranucci alle accuse formulate da Camuso, né una comunicazione della Rai sull’apertura di verifiche riferite espressamente a questo episodio.

Un nuovo fronte nel caso Ranucci

La polemica arriva in una fase già particolarmente delicata per il conduttore di Report. Nei giorni scorsi Ranucci era tornato al centro dell’attenzione per gli sviluppi dell’inchiesta sull’attentato del 16 ottobre 2025 e per le conseguenti polemiche politiche e aziendali.

Il 19 agosto, parlando pubblicamente a Lavarone, il giornalista aveva definito «vergognoso» quello che considera un attacco contro di lui e contro Report, ribadendo di voler rispettare il lavoro della magistratura. Il suo legale, Roberto De Vita, aveva inoltre sostenuto che eventuali decisioni della Rai nei confronti del conduttore o della trasmissione rischierebbero di essere condizionate dalle polemiche sviluppatesi intorno alla vicenda dell’attentato.

Le accuse avanzate da Camuso, tuttavia, costituiscono un capitolo distinto e devono essere valutate autonomamente. Montaruli chiede proprio per questo un intervento dell’azienda e accompagna la richiesta con un duro attacco politico alle opposizioni e ai movimenti femministi, accusati dalla deputata di utilizzare criteri differenti a seconda dell’appartenenza politica delle persone coinvolte.

Il passaggio successivo sarà ora rappresentato dalle eventuali risposte di Ranucci e della Rai. Fino ad allora rimane necessario distinguere le accuse formulate dalla giornalista dalle verifiche eventualmente destinate a stabilire natura, contesto e contenuto dei rapporti intercorsi.