Nel giorno in cui l'Ucraina celebra i 35 anni dall'indipendenza dall'Unione Sovietica, Kiev torna al centro della diplomazia europea. Nella capitale ucraina si riunisce oggi, 24 agosto, la Coalizione dei volenterosi, con una parte dei leader presenti e altri collegati a distanza. Sul tavolo ci sono il sostegno militare a Volodymyr Zelensky, il rafforzamento della difesa aerea e le garanzie di sicurezza per il futuro del Paese.
Tra gli arrivi politicamente più significativi c'è quello del premier britannico Andy Burnham, alla sua prima visita internazionale da quando ha assunto la guida del governo. Burnham incontrerà Zelensky e parteciperà alla riunione dei Paesi che sostengono Kiev, riaffermando il ruolo britannico nella coalizione guidata insieme alla Francia.
Londra porta anche un annuncio concreto. Il governo britannico ha dato il via libera alla condivisione di informazioni riservate sui componenti britannici del missile a lungo raggio SCALP, per favorire la creazione di linee di assemblaggio in Ucraina. È un ulteriore passo nella cooperazione militare tra Kiev e i suoi alleati europei, mentre la disponibilità di sistemi di difesa aerea resta una delle principali preoccupazioni ucraine.
Il vertice nel giorno dell'Indipendenza
La scelta del 24 agosto dà alla riunione un significato che va oltre il dossier militare. L'Ucraina celebra l'anniversario della dichiarazione d'indipendenza del 1991 mentre la guerra su larga scala iniziata con l'invasione russa del febbraio 2022 continua senza una soluzione politica.
La presenza a Kiev di leader europei vuole perciò rappresentare anche un segnale a Mosca. La Coalizione dei volenterosi, nata su impulso di Regno Unito e Francia, punta a costruire un quadro di sostegno a lungo termine all'Ucraina e a definire le garanzie necessarie nell'eventualità di un cessate il fuoco.
Burnham ha legato direttamente la sicurezza britannica a quella ucraina, assicurando che il sostegno di Londra continuerà. Al centro del confronto ci sono soprattutto le difese antiaeree, diventate ancora più urgenti dopo le recenti ondate di missili e droni russi.
La diplomazia vaticana arriva a Mosca
Mentre gli alleati dell'Ucraina si incontrano a Kiev, un altro canale diplomatico si apre nella capitale russa. Monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario della Santa Sede per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, arriva oggi a Mosca per una visita che proseguirà fino al 28 agosto.
La missione comprende incontri diplomatici ed ecclesiali e si inserisce nell'azione della Santa Sede per mantenere aperto un canale di dialogo nel conflitto. Gallagher, uno dei principali responsabili della politica estera vaticana, avrà colloqui anche con rappresentanti della comunità cattolica in Russia.
La visita assume un peso particolare nel pontificato di Leone XIV, che ha più volte richiamato la necessità di lavorare a una soluzione negoziata della guerra. Il Vaticano continua a muoversi su un terreno delicato, tentando di conservare interlocuzioni sia con Kiev sia con Mosca.
La guerra non si ferma, due bambini morti a Krasnodar
La giornata diplomatica si apre però ancora una volta sotto il segno delle vittime civili. Nella notte la città russa di Krasnodar è stata interessata da un attacco di droni attribuito dalle autorità russe all'Ucraina.
Secondo il governatore regionale Veniamin Kondratyev, frammenti di droni intercettati dalle difese aeree sono precipitati su una struttura privata per l'infanzia. Due bambini sono morti. Nove persone sono rimaste ferite, tra loro altri sette minori.
Nella stessa area sono stati segnalati incendi e danni ad alcuni edifici e magazzini. Le autorità russe hanno riferito anche di un incendio in un polo logistico. La dinamica completa dell'attacco e le responsabilità sui singoli obiettivi colpiti restano da verificare in modo indipendente.
È il contrappunto più drammatico alla giornata dei vertici. Mentre a Kiev gli alleati discutono come rafforzare la posizione ucraina e la diplomazia della Santa Sede cerca spazi di interlocuzione a Mosca, gli attacchi continuano su entrambi i lati del fronte. E ancora una volta sono i civili a pagarne il prezzo.