Famiglia, natalità, aborto, difesa, pensioni e sovranità digitale. Roberto Vannacci amplia la piattaforma politica di Futuro Nazionale annunciando la pubblicazione della seconda parte della Base ideologica e programmatica del movimento. Dopo il primo capitolo dedicato soprattutto a remigrazione ed economia, il leader mette ora al centro un insieme di proposte che punta a definire in modo ancora più marcato l’identità politica del partito.
Il passaggio destinato ad alimentare maggiormente il confronto riguarda l’interruzione volontaria di gravidanza. Vannacci ribadisce la propria posizione secondo cui «l’aborto non è un diritto» e collega questa impostazione alla legge 194 del 1978, proponendo contemporaneamente più sostegni economici alle donne che decidono di portare avanti una gravidanza e il riconoscimento giuridico del concepito.
La formula utilizzata dal leader di Futuro Nazionale, tuttavia, non compare letteralmente nella legge 194. Il testo della norma riconosce il valore sociale della maternità, tutela la vita umana dal suo inizio e disciplina condizioni, procedure e limiti entro i quali una donna può accedere all’interruzione volontaria della gravidanza. La Corte costituzionale ha nel tempo inquadrato la materia come un bilanciamento tra interessi costituzionalmente protetti, attribuendo particolare rilievo alla vita e alla salute della donna e alla tutela del concepito.
Famiglia e natalità al centro del progetto
Il contrasto alla denatalità diventa uno dei cardini della nuova parte del programma. Futuro Nazionale indica il matrimonio come unico istituto di coppia e propone un vero quoziente familiare, accompagnato da esenzioni fiscali progressive legate al numero dei figli.
Tra le misure annunciate compare il Reddito di Rinascita, destinato alle madri, anche se nella dichiarazione diffusa da Vannacci non vengono ancora precisati importi, durata e requisiti economici per accedere al beneficio.
Torna inoltre il Mutuo Tricolore, proposta già illustrata durante la fase costituente del partito. Il progetto lega il costo del finanziamento per la casa alla composizione della famiglia, fino ad arrivare, secondo la nuova formulazione annunciata dal leader, all’azzeramento degli interessi con il terzo figlio. Il mutuo agevolato e le politiche fiscali per le famiglie erano già stati indicati nei mesi scorsi tra gli strumenti centrali scelti dal movimento per affrontare il calo delle nascite.
Vannacci introduce anche quelle che definisce «quote azzurre», una misura pensata per facilitare i trasferimenti dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni appartenenti a famiglie numerose. Sul piano europeo, Futuro Nazionale chiede inoltre una deroga strutturale alle regole del Patto di stabilità per le risorse impiegate nelle politiche demografiche.
Dall’eutanasia alle cure palliative
La piattaforma lega le politiche familiari a una più ampia impostazione sui temi bioetici. Vannacci dichiara di voler difendere la vita «dal concepimento alla morte naturale», conferma il rifiuto dell’eutanasia e dell’omicidio del consenziente e indica nel potenziamento delle cure palliative una delle priorità.
Queste posizioni consolidano una linea già emersa nella fase di costruzione del progetto politico di Futuro Nazionale, che ha collocato famiglia, natalità e tutela della vita tra i propri valori definiti non negoziabili. Il programma pubblicato dal movimento presenta infatti questi temi come elementi strutturali della propria identità politica, accanto alla sovranità nazionale e alle politiche migratorie.
Il no al 5 per cento per la difesa
Un altro fronte sul quale Futuro Nazionale marca la propria distanza dalle scelte internazionali riguarda le spese militari. Vannacci respinge l’obiettivo di portare gli investimenti per difesa e sicurezza al 5 per cento del Pil e si oppone anche allo strumento europeo SAFE.
Sul primo punto, il riferimento è all’impegno sottoscritto dagli alleati della NATO al vertice dell’Aia del 2025, che prevede di arrivare entro il 2035 al 5 per cento del Pil, articolato in almeno il 3,5 per cento per esigenze militari fondamentali e fino all’1,5 per cento per altre spese legate a sicurezza, infrastrutture e resilienza. Non si tratta quindi di un obiettivo stabilito dall’Unione europea, ma di un impegno assunto in sede NATO.
Il programma vannacciano dice no anche a SAFE, lo strumento dell’Unione europea che mette a disposizione fino a 150 miliardi di euro di prestiti per sostenere investimenti comuni nella difesa.
Dati italiani e priorità nel welfare
La nuova piattaforma si estende anche alla tecnologia. Per Futuro Nazionale, i dati degli italiani dovrebbero rimanere sul territorio nazionale, sostenendo lo sviluppo di un Cloud Italia e accelerando la copertura in fibra dei borghi.
Sul welfare, Vannacci propone una pensione minima di 750 euro e afferma il principio della priorità dei cittadini italiani nell’accesso agli alloggi e ai sostegni pubblici. Sul fronte dei minori, il programma prevede la tutela della potestà genitoriale e il divieto di accesso ai social network per chi non ha ancora compiuto 15 anni.
Anche l’agricoltura entra nel documento, con aiuti che il movimento vorrebbe concentrare su chi esercita effettivamente l’attività agricola, l’opposizione all’accordo commerciale con il Mercosur e una politica più restrittiva sull’utilizzo del marchio Made in Italy.
La seconda parte del programma allarga così il campo politico di Futuro Nazionale. Non più soltanto immigrazione e remigrazione, ma un progetto che Vannacci vuole costruire intorno a demografia, famiglia, identità nazionale, welfare e minore integrazione nelle politiche europee della difesa. Molte delle proposte restano per ora linee programmatiche e dovranno essere tradotte in testi normativi e coperture finanziarie perché sia possibile valutarne concretamente effetti e sostenibilità.