L’estate sta per finire e per i pendolari della Circumvesuviana l’esasperazione ha raggiunto il punto di non ritorno. In vista della riapertura delle scuole a settembre, il comitato dei viaggiatori alza la voce e lancia un ultimatum chiaro alle istituzioni: il tempo delle rassicurazioni e dei rinvii è ufficialmente scaduto.
Al centro della protesta c’è la battaglia per la riapertura integrale della linea Napoli-Baiano e per il rilancio complessivo dell’intera rete vesuviana, da mesi penalizzata da disservizi, cantieri lumaca e corse a scartamento ridotto.
«Non chiediamo un favore o una concessione, ma il rispetto di un diritto fondamentale: quello di potersi spostare per lavorare, studiare e vivere dignitosamente», spiegano i rappresentanti del comitato in un accorato appello. Il quotidiano calvario di migliaia di cittadini, costretti a fare i conti con navette sostitutive insufficienti, corse tagliate all'ultimo momento e stazioni abbandonate, non può più essere tollerato.
La preoccupazione principale dei viaggiatori è che l’emergenza diventi la norma. Dal comitato arriva infatti un "no" netto e deciso alla normalizzazione del disservizio: «Vogliamo impedire che tagli, limitazioni e soppressioni vengano accettati come routine. Deve essere garantito il diritto alla mobilità delle migliaia di pendolari, studenti e lavoratori che ogni giorno popolano questi treni».
Per evitare che le rivendicazioni restino inascoltate, gli utenti chiedono un’inversione di marcia anche sul fronte politico-istituzionale. L’obiettivo è quello di rafforzare il fronte comune con i sindaci di tutti i comuni attraversati dalla tratta Napoli-Baiano, proseguendo in un’azione coordinata di pressione per pretendere dai vertici dell'azienda e della Regione massima trasparenza tecnica e, soprattutto, cronoprogrammi certi sull'avanzamento dei lavori.
Con il rientro a regime delle attività lavorative e l'avvio dell'anno scolastico, la tenuta del trasporto pubblico locale sarà il vero banco di prova. E i pendolari, questa volta, non sono disposti a concedere altre proroghe.