La causa di beatificazione di don Luigi Giussani potrebbe entrare in una fase decisiva. A indicare una possibile accelerazione dell'iter è monsignor Ennio Apeciti, delegato arcivescovile per la causa del fondatore di Comunione e Liberazione, che al Meeting di Rimini ha rivelato l'esistenza di segnalazioni relative a possibili miracoli attribuiti all'intercessione del sacerdote.
Apeciti ha spiegato che alcuni casi presenterebbero caratteristiche tali da poter essere sottoposti agli approfondimenti previsti dalla Chiesa. Uno, in particolare, avrebbe attirato la sua attenzione e potrebbe essere proposto alla Santa Sede. Il sacerdote non ha fornito particolari sulla vicenda, mantenendo il riserbo necessario in questa fase dell'iter.
La notizia assume un peso particolare perché il riconoscimento di un miracolo attribuito all'intercessione di don Giussani rappresenterebbe uno dei passaggi fondamentali verso la sua eventuale beatificazione.
Il caso che ha colpito Apeciti
Intervenendo al Tg Meeting, Apeciti ha parlato dell'esistenza di «notizie di veri miracoli», precisando che alcuni episodi potrebbero essere esaminati secondo i rigorosi criteri adottati dalla Chiesa. Tra questi ce ne sarebbe soprattutto uno che lo avrebbe particolarmente impressionato e che vorrebbe sottoporre alla Santa Sede.
Non sono stati resi pubblici elementi sull'identità della persona coinvolta né sulla natura dell'evento. Nella maggior parte delle cause di beatificazione, i presunti miracoli sottoposti all'esame ecclesiastico riguardano guarigioni che devono risultare scientificamente inspiegabili dopo un'attenta valutazione medica.
Il riconoscimento, tuttavia, non è automatico. La documentazione deve superare diversi livelli di verifica e l'eventuale carattere miracoloso viene valutato soltanto dopo l'esclusione di spiegazioni scientifiche sufficienti.
La causa ora è a Roma
Il processo per la beatificazione e la canonizzazione di don Luigi Giussani, nato a Desio nel 1922 e morto a Milano nel 2005, era stato avviato nel 2012 su richiesta della Fraternità di Comunione e Liberazione. L'allora arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, aveva accolto la domanda dando inizio alla fase diocesana.
Dopo anni di raccolta dei documenti, esame degli scritti e testimonianze sulla vita, sulla spiritualità e sulla fama di santità del sacerdote, la fase diocesana si è conclusa ufficialmente il 14 maggio 2026 nella Basilica di Sant'Ambrogio, con una celebrazione presieduta dall'arcivescovo di Milano Mario Delpini.
La documentazione raccolta è stata quindi trasmessa a Roma, al Dicastero delle Cause dei Santi, chiamato ora a verificare il lavoro svolto nella diocesi ambrosiana e a proseguire l'esame previsto dalle norme canoniche.
Il primo passaggio sarà quello che potrebbe portare al riconoscimento delle virtù eroiche e alla proclamazione di Giussani come Venerabile. Soltanto successivamente, qualora venga riconosciuto un miracolo attribuito alla sua intercessione, potrà aprirsi la strada alla beatificazione.
Dal miracolo alla beatificazione
Per arrivare al riconoscimento di un miracolo, un'eventuale guarigione deve essere sottoposta prima all'esame di specialisti e successivamente alla valutazione teologica sul rapporto tra l'evento e l'invocazione del candidato agli altari. La decisione conclusiva spetta al Papa.
Per la canonizzazione, dopo la beatificazione, è normalmente necessario il riconoscimento di un ulteriore miracolo avvenuto successivamente.
Le parole pronunciate da Apeciti a Rimini non equivalgono dunque al riconoscimento ufficiale di un miracolo. Segnalano però che almeno un caso viene considerato sufficientemente significativo da poter essere portato all'attenzione degli organismi competenti della Santa Sede.
L'eredità del fondatore di Comunione e Liberazione
Sacerdote ed educatore, Luigi Giussani diede origine negli anni Cinquanta all'esperienza che sarebbe poi diventata Comunione e Liberazione, uno dei movimenti cattolici italiani con maggiore diffusione internazionale.
Proprio il rapporto tra fede ed educazione è tornato al centro del Meeting di Rimini di quest'anno. Durante la visita del 22 agosto, Papa Leone XIV ha richiamato esplicitamente l'intuizione educativa di Giussani, invitando i giovani ad assumersi la responsabilità del confronto con la realtà e ricordando il suo insegnamento sul «rischio educativo».
A pochi mesi dalla conclusione della fase diocesana, l'emergere di possibili casi da sottoporre all'esame della Santa Sede apre così un nuovo capitolo della causa. Saranno ora le verifiche canoniche, mediche e teologiche a stabilire se uno di questi episodi possa effettivamente essere riconosciuto come miracolo attribuito all'intercessione del fondatore di Comunione e Liberazione.