Gli Houthi hanno rivendicato l'attacco contro la petroliera saudita Amzan, colpita nel Mar Rosso al largo della città portuale di Yanbu, uno dei principali snodi delle esportazioni petrolifere dell'Arabia Saudita. Il raid, secondo il movimento yemenita, sarebbe stato condotto con un missile balistico nell'ambito della campagna annunciata contro la navigazione legata a Riad.
L'incidente era stato segnalato nelle prime ore della giornata dall'United Kingdom Maritime Trade Operations, il centro britannico che monitora la sicurezza della navigazione nell'area. L'UKMTO aveva riferito di una petroliera raggiunta da un «proiettile non identificato» a circa 63 miglia nautiche, poco meno di 117 chilometri, a ovest di Yanbu.
L'impatto ha provocato un incendio sul ponte principale. Secondo le informazioni diffuse dall'organismo britannico, tutti i membri dell'equipaggio risultano al sicuro e non sono stati segnalati danni ambientali.
La rivendicazione degli Houthi
A distanza di alcune ore è arrivata la rivendicazione degli Houthi. In un comunicato rilanciato dall'emittente Al Masirah, il gruppo ha sostenuto che le proprie forze armate hanno condotto diverse operazioni per applicare il divieto imposto alla navigazione saudita.
Secondo la versione degli Houthi, la Amzan sarebbe stata colpita nella parte settentrionale del Mar Rosso con un missile balistico. Il gruppo sostiene che l'attacco abbia provocato un incendio sulla petroliera e abbia indotto altre imbarcazioni presenti nella zona ad allontanarsi.
L'attribuzione va tuttavia distinta dalle informazioni verificate in maniera indipendente. L'UKMTO ha confermato l'attacco, l'incendio e la posizione dell'incidente, ma nel suo primo avviso non aveva indicato né la provenienza del proiettile né il responsabile dell'azione.
Fonti specializzate nel settore marittimo hanno identificato la nave coinvolta come la Amzan, una Very Large Crude Carrier battente bandiera saudita e riconducibile al gruppo di navigazione Bahri.
Yanbu, il nodo strategico del petrolio saudita
La posizione dell'attacco rende l'episodio particolarmente delicato. Yanbu è uno dei punti nevralgici della strategia energetica saudita sul Mar Rosso e consente a Riad di esportare greggio attraverso una rotta alternativa rispetto al Golfo Persico e allo Stretto di Hormuz.
Negli ultimi mesi il ruolo del terminal occidentale è diventato ancora più importante per il sistema energetico saudita. Colpire una petroliera nelle acque vicine a Yanbu significa quindi portare la minaccia direttamente lungo una delle arterie utilizzate dal Regno per mantenere operative le proprie esportazioni.
L'episodio può inoltre aumentare la pressione sulle compagnie di navigazione e sugli assicuratori già alle prese con un forte deterioramento della sicurezza nel Mar Rosso. La possibilità di nuovi attacchi può tradursi in premi assicurativi più elevati, cambi di rotta e maggiori costi per il trasporto delle materie prime.
Gli altri attacchi rivendicati
La petroliera non sarebbe stata l'unico obiettivo delle operazioni annunciate dagli Houthi il 24 agosto. Il gruppo afferma di aver attaccato anche un grande convoglio militare nelle aree di Al-Abr e Al-Wadiah, utilizzando missili balistici e droni.
Secondo la rivendicazione, oltre dieci camion carichi di armi provenienti dal territorio saudita sarebbero stati distrutti. Gli Houthi sostengono inoltre di aver colpito depositi di armamenti nell'area di Al-Kanais, sempre attraverso l'impiego combinato di missili e velivoli senza pilota.
Il movimento parla di decine di morti e feriti, compresi comandanti e ufficiali di alto grado. Al momento queste affermazioni non risultano confermate in modo indipendente e non sono disponibili riscontri sufficienti per stabilire l'effettiva entità delle conseguenze delle operazioni terrestri rivendicate.
La nuova pressione sul Mar Rosso
L'attacco alla Amzan si inserisce in una fase di rinnovata escalation tra gli Houthi e l'Arabia Saudita. Il movimento yemenita ha intensificato la pressione contro obiettivi e interessi sauditi, riportando al centro della crisi anche la sicurezza delle rotte commerciali.
Il Mar Rosso è uno dei corridoi marittimi più importanti al mondo. Le tensioni degli ultimi anni hanno già spinto numerose compagnie a modificare le proprie rotte e, in alcuni periodi, a circumnavigare l'Africa passando dal Capo di Buona Speranza, con tempi di navigazione e costi maggiori.
Il raid al largo di Yanbu allarga ora il rischio verso le infrastrutture e le rotte direttamente collegate alle esportazioni saudite. Resta da verificare l'entità dei danni riportati dalla Amzan e quali saranno le conseguenze operative per la nave. L'equipaggio, secondo le informazioni disponibili, è in salvo e non è stato segnalato alcun impatto ambientale.